
Il promotore Live Nation e l’associazione di settore LIVE hanno dichiarato al Comitato Cultura, Media e Sport del Parlamento che il complesso sistema di visti del Regno Unito sta scoraggiando gli artisti di punta dall’includere la Gran Bretagna nei loro tour mondiali. Nel loro documento del 15 dicembre si evidenziano costi elevati, tempi di elaborazione lunghi e l’incertezza generata dal nuovo sistema di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA).
Secondo le regole attuali, i cittadini di paesi esenti da visto possono richiedere l’ETA solo fino a tre mesi prima del viaggio; per gli artisti che necessitano di un visto completo i tempi sono simili, mentre i contratti per i tour vengono spesso negoziati con 9-12 mesi di anticipo. Live Nation sottolinea che i promotori si trovano ad affrontare “milioni di sterline di rischi non assicurabili” se a un artista viene poi negato l’ingresso. Condanne penali pregresse, anche se estinte, possono inoltre causare rifiuti automatici secondo le nuove regole più restrittive introdotte ad aprile.
Il settore stima che i tour generino ogni anno 4,5 miliardi di sterline per l’economia britannica. Dati comparativi mostrano che la Germania elabora i visti per artisti in 10 giorni a un terzo del costo britannico. Live Nation chiede al governo di istituire una procedura accelerata ispirata al visto culturale Schengen, di fissare un tetto massimo alle tariffe a 244 sterline e di esentare le visite creative a breve termine dall’ETA.
Per i responsabili della mobilità nel settore dell’intrattenimento e degli eventi, le evidenze sottolineano l’importanza di ottenere i visti di supporto al tour con largo anticipo, prevedere costi di contingenza e monitorare le consultazioni del Ministero dell’Interno previste per il primo trimestre 2026.
Il documento avverte che il mancato adeguamento potrebbe spingere gli spettacoli di alto profilo verso sedi nell’UE, mettendo a rischio il ruolo del Regno Unito come mercato di riferimento per i tour internazionali.
Secondo le regole attuali, i cittadini di paesi esenti da visto possono richiedere l’ETA solo fino a tre mesi prima del viaggio; per gli artisti che necessitano di un visto completo i tempi sono simili, mentre i contratti per i tour vengono spesso negoziati con 9-12 mesi di anticipo. Live Nation sottolinea che i promotori si trovano ad affrontare “milioni di sterline di rischi non assicurabili” se a un artista viene poi negato l’ingresso. Condanne penali pregresse, anche se estinte, possono inoltre causare rifiuti automatici secondo le nuove regole più restrittive introdotte ad aprile.
Il settore stima che i tour generino ogni anno 4,5 miliardi di sterline per l’economia britannica. Dati comparativi mostrano che la Germania elabora i visti per artisti in 10 giorni a un terzo del costo britannico. Live Nation chiede al governo di istituire una procedura accelerata ispirata al visto culturale Schengen, di fissare un tetto massimo alle tariffe a 244 sterline e di esentare le visite creative a breve termine dall’ETA.
Per i responsabili della mobilità nel settore dell’intrattenimento e degli eventi, le evidenze sottolineano l’importanza di ottenere i visti di supporto al tour con largo anticipo, prevedere costi di contingenza e monitorare le consultazioni del Ministero dell’Interno previste per il primo trimestre 2026.
Il documento avverte che il mancato adeguamento potrebbe spingere gli spettacoli di alto profilo verso sedi nell’UE, mettendo a rischio il ruolo del Regno Unito come mercato di riferimento per i tour internazionali.
Fonte: IQ Magazine
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