
L’idea a lungo discussa di ripristinare una certa libertà di movimento per i giovani tra Gran Bretagna e Unione Europea ha fatto un passo decisivo il 10 dicembre, quando la Commissione parlamentare trasversale per il Commercio e gli Affari del Regno Unito (UKTBC) ha pubblicato un dettagliato progetto per un programma temporaneo chiamato Youth Experience Scheme (YES). Il rapporto raccomanda un tetto iniziale di 44.000 visti all’anno per giovani tra i 18 e i 30 anni da entrambe le parti, in linea con il flusso di giovani britannici che già si recano in Australia, Nuova Zelanda e Canada grazie agli attuali accordi di mobilità giovanile.
Nonostante il governo laburista abbia promesso di ridurre la migrazione netta complessiva, la Commissione sostiene che l’uscita di 44.000 giovani britannici con altri programmi nel 2024 crea “spazio per i visti” che permetterebbe un accordo con l’UE senza aumentare i numeri netti. I sondaggi per lo studio mostrano un sostegno pubblico del 72%, inclusa la maggioranza degli elettori di Reform UK, un segnale politico importante che la mobilità bidirezionale per laureati, stagisti e lavoratori in vacanza non è più un tabù. Il ministro per l’Europa Nick Thomas-Symonds incontrerà questa settimana a Bruxelles il vicepresidente UE Maroš Šefčovič per definire un mandato negoziale formale, con funzionari che ipotizzano un accordo preliminare entro la primavera 2026.
Gruppi imprenditoriali come MakeUK e techUK affermano che l’accesso a talenti europei a breve termine aiuterebbe a colmare le lacune di competenze e a rafforzare le catene di approvvigionamento create dall’Accordo commerciale e di cooperazione post-Brexit. Universities UK ritiene che un programma di mobilità potrebbe compensare in parte il forte calo degli scambi Erasmus+ e potenziare le competenze linguistiche regionali nel paese. Per i datori di lavoro, i visti YES sarebbero gestiti interamente online, costerebbero circa 350 sterline e avrebbero una durata di due anni, risultando molto più leggeri ed economici rispetto all’attuale percorso per lavoratori qualificati.
Gli analisti avvertono che l’accordo dipenderà dall’accettazione da parte delle capitali UE del rigido tetto annuale richiesto dal Regno Unito e dalla capacità del Ministero dell’Interno di automatizzare il monitoraggio della conformità tramite la futura piattaforma di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA). Anche all’interno della Gran Bretagna, alcuni deputati temono che il programma possa diventare una “via secondaria” per ottenere il permesso di soggiorno, sebbene le regole proposte vietino espressamente proroghe o il passaggio a categorie di lungo termine.
Se approvato, il YES sarebbe il primo trattato di mobilità su misura tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit e potrebbe rappresentare una misura di rafforzamento della fiducia in vista della revisione del 2026 dei termini commerciali più ampi tra Regno Unito e UE.
Nonostante il governo laburista abbia promesso di ridurre la migrazione netta complessiva, la Commissione sostiene che l’uscita di 44.000 giovani britannici con altri programmi nel 2024 crea “spazio per i visti” che permetterebbe un accordo con l’UE senza aumentare i numeri netti. I sondaggi per lo studio mostrano un sostegno pubblico del 72%, inclusa la maggioranza degli elettori di Reform UK, un segnale politico importante che la mobilità bidirezionale per laureati, stagisti e lavoratori in vacanza non è più un tabù. Il ministro per l’Europa Nick Thomas-Symonds incontrerà questa settimana a Bruxelles il vicepresidente UE Maroš Šefčovič per definire un mandato negoziale formale, con funzionari che ipotizzano un accordo preliminare entro la primavera 2026.
Gruppi imprenditoriali come MakeUK e techUK affermano che l’accesso a talenti europei a breve termine aiuterebbe a colmare le lacune di competenze e a rafforzare le catene di approvvigionamento create dall’Accordo commerciale e di cooperazione post-Brexit. Universities UK ritiene che un programma di mobilità potrebbe compensare in parte il forte calo degli scambi Erasmus+ e potenziare le competenze linguistiche regionali nel paese. Per i datori di lavoro, i visti YES sarebbero gestiti interamente online, costerebbero circa 350 sterline e avrebbero una durata di due anni, risultando molto più leggeri ed economici rispetto all’attuale percorso per lavoratori qualificati.
Gli analisti avvertono che l’accordo dipenderà dall’accettazione da parte delle capitali UE del rigido tetto annuale richiesto dal Regno Unito e dalla capacità del Ministero dell’Interno di automatizzare il monitoraggio della conformità tramite la futura piattaforma di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA). Anche all’interno della Gran Bretagna, alcuni deputati temono che il programma possa diventare una “via secondaria” per ottenere il permesso di soggiorno, sebbene le regole proposte vietino espressamente proroghe o il passaggio a categorie di lungo termine.
Se approvato, il YES sarebbe il primo trattato di mobilità su misura tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit e potrebbe rappresentare una misura di rafforzamento della fiducia in vista della revisione del 2026 dei termini commerciali più ampi tra Regno Unito e UE.
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