
Una sentenza storica emessa dall'Alta Corte di Londra il 15 dicembre ha stabilito che le principali misure di tutela del Ministero dell'Interno, progettate per proteggere i migranti vulnerabili in detenzione, sono fallite per anni, violando l'Articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
La giudice Jefford ha rilevato che il meccanismo ‘Regola 35’ — che impone al personale medico di segnalare alle autorità i casi di detenuti che mostrano segni di tortura, tratta o ideazione suicidaria — è stato sistematicamente ignorato o ritardato a tal punto che persone in grave pericolo sono rimaste detenute. Il tribunale ha ascoltato le testimonianze di due ex detenuti, provenienti da Egitto e Bangladesh, trattenuti a Brook House vicino a Gatwick, mai sottoposti a una nuova valutazione nonostante psicosi documentate, autolesionismo e ripetuti avvertimenti da parte dei medici.
Brook House è sotto osservazione da quando un’inchiesta della BBC Panorama nel 2017 ha rivelato abusi da parte del personale. Un’indagine ufficiale successiva ha emesso 30 raccomandazioni a settembre 2024; tuttavia, l’Alta Corte ha sottolineato che solo 25 sono state pienamente attuate e permangono debolezze sistemiche. In particolare, i rapporti della Regola 35 non sono adeguatamente collegati alle revisioni ‘ACDT’ per la prevenzione del suicidio, causando spesso una gestione delle informazioni incompleta da parte del personale in prima linea.
La sentenza potrebbe avere conseguenze di vasta portata. Oltre 22.000 persone sono passate attraverso i centri di detenzione nel Regno Unito lo scorso anno, e ogni detenuto la cui vulnerabilità è stata trascurata potrebbe ora avere motivi per contestare la legittimità della propria detenzione o chiedere risarcimenti. Le ONG per i diritti umani hanno esortato il Ministero dell’Interno a introdurre un meccanismo automatico di revisione giudiziaria dopo ogni segnalazione ai sensi della Regola 35 e a potenziare l’uso di alternative alla detenzione basate sulla comunità.
Per datori di lavoro e team di mobilità, la sentenza evidenzia il crescente rischio di contenziosi legati alla detenzione prolungata di lavoratori sponsorizzati con visti scaduti. Le aziende sono state invitate a rafforzare il monitoraggio delle scadenze dei visti e a garantire un supporto tempestivo in caso di detenzione del personale, inclusi accesso a consulenza legale e servizi di salute mentale.
La giudice Jefford ha rilevato che il meccanismo ‘Regola 35’ — che impone al personale medico di segnalare alle autorità i casi di detenuti che mostrano segni di tortura, tratta o ideazione suicidaria — è stato sistematicamente ignorato o ritardato a tal punto che persone in grave pericolo sono rimaste detenute. Il tribunale ha ascoltato le testimonianze di due ex detenuti, provenienti da Egitto e Bangladesh, trattenuti a Brook House vicino a Gatwick, mai sottoposti a una nuova valutazione nonostante psicosi documentate, autolesionismo e ripetuti avvertimenti da parte dei medici.
Brook House è sotto osservazione da quando un’inchiesta della BBC Panorama nel 2017 ha rivelato abusi da parte del personale. Un’indagine ufficiale successiva ha emesso 30 raccomandazioni a settembre 2024; tuttavia, l’Alta Corte ha sottolineato che solo 25 sono state pienamente attuate e permangono debolezze sistemiche. In particolare, i rapporti della Regola 35 non sono adeguatamente collegati alle revisioni ‘ACDT’ per la prevenzione del suicidio, causando spesso una gestione delle informazioni incompleta da parte del personale in prima linea.
La sentenza potrebbe avere conseguenze di vasta portata. Oltre 22.000 persone sono passate attraverso i centri di detenzione nel Regno Unito lo scorso anno, e ogni detenuto la cui vulnerabilità è stata trascurata potrebbe ora avere motivi per contestare la legittimità della propria detenzione o chiedere risarcimenti. Le ONG per i diritti umani hanno esortato il Ministero dell’Interno a introdurre un meccanismo automatico di revisione giudiziaria dopo ogni segnalazione ai sensi della Regola 35 e a potenziare l’uso di alternative alla detenzione basate sulla comunità.
Per datori di lavoro e team di mobilità, la sentenza evidenzia il crescente rischio di contenziosi legati alla detenzione prolungata di lavoratori sponsorizzati con visti scaduti. Le aziende sono state invitate a rafforzare il monitoraggio delle scadenze dei visti e a garantire un supporto tempestivo in caso di detenzione del personale, inclusi accesso a consulenza legale e servizi di salute mentale.
Fonte: The Guardian
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