
Circa 300 cittadini indiani iscritti a programmi di master ibridi presso la IU International University of Applied Sciences di Berlino hanno scoperto il 24 dicembre che i loro visti studenteschi tedeschi erano stati revocati. L’autorità per l’immigrazione della capitale (LEA) ha ritenuto che il formato di apprendimento misto non fosse compatibile con il requisito tedesco di “studio a tempo pieno e in presenza” — uno standard inasprito all’inizio di quest’anno per limitare l’abuso percepito di corsi con bassa frequenza.
Gli studenti coinvolti dichiarano di aver investito tra i 20.000 e i 30.000 euro tra tasse e alloggio, per poi ricevere ordini di partenza con soli 30 giorni per lasciare il paese o rischiare la deportazione. Sebbene alcuni abbiano avuto l’opzione di proseguire gli studi online dall’estero, molti temono di aver perso l’investimento e di vedere compromessi i loro piani di carriera. IU ha promesso supporto legale e sta valutando la possibilità di passare a un programma completamente in presenza per soddisfare le autorità.
Il caso mette in luce la tensione tra la volontà della Germania di attrarre talenti internazionali e l’applicazione più rigorosa delle norme sul soggiorno. Gli agenti educativi avvertono che questa incertezza potrebbe spingere gli studenti potenziali verso Paesi come Paesi Bassi o Irlanda, che accettano una maggiore componente online. Anche i datori di lavoro che si affidano a studenti lavoratori part-time — in particolare nella scena delle start-up berlinesi — rischiano carenze di personale durante la intensa stagione natalizia.
Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano agli studenti di presentare ricorsi urgenti e di richiedere la ‘Duldung’ (permesso temporaneo di soggiorno) per evitare la perdita immediata dello status. I team HR che sponsorizzano stagisti dovrebbero verificare che i certificati di iscrizione specifichino chiaramente la frequenza in presenza per evitare sorprese simili nel 2026.
Gli studenti coinvolti dichiarano di aver investito tra i 20.000 e i 30.000 euro tra tasse e alloggio, per poi ricevere ordini di partenza con soli 30 giorni per lasciare il paese o rischiare la deportazione. Sebbene alcuni abbiano avuto l’opzione di proseguire gli studi online dall’estero, molti temono di aver perso l’investimento e di vedere compromessi i loro piani di carriera. IU ha promesso supporto legale e sta valutando la possibilità di passare a un programma completamente in presenza per soddisfare le autorità.
Il caso mette in luce la tensione tra la volontà della Germania di attrarre talenti internazionali e l’applicazione più rigorosa delle norme sul soggiorno. Gli agenti educativi avvertono che questa incertezza potrebbe spingere gli studenti potenziali verso Paesi come Paesi Bassi o Irlanda, che accettano una maggiore componente online. Anche i datori di lavoro che si affidano a studenti lavoratori part-time — in particolare nella scena delle start-up berlinesi — rischiano carenze di personale durante la intensa stagione natalizia.
Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano agli studenti di presentare ricorsi urgenti e di richiedere la ‘Duldung’ (permesso temporaneo di soggiorno) per evitare la perdita immediata dello status. I team HR che sponsorizzano stagisti dovrebbero verificare che i certificati di iscrizione specifichino chiaramente la frequenza in presenza per evitare sorprese simili nel 2026.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News