
L'Ambasciata cinese e i suoi cinque consolati in Australia hanno silenziosamente prorogato un incentivo introdotto durante la pandemia che riduce drasticamente le tariffe standard dei visti per tutte le nazionalità—sia per gli australiani che per i richiedenti di paesi terzi—fino al 31 dicembre 2026. L'annuncio, datato 30 dicembre 2025, mantiene gli sconti che abbassano le tariffe dei visti a ingresso singolo di classe L, M e Q per i cittadini australiani da 109 a 56 dollari australiani e riducono di circa il 40% le tariffe per i visti a ingresso multiplo di classe F e M. Le tariffe per i cittadini di altri paesi che fanno domanda in Australia sono ridotte in modo proporzionale.
La decisione segue l’approvazione di Canberra, avvenuta a ottobre, di frequenze aggiuntive di voli China Southern e China Eastern verso Melbourne e Brisbane per il 2026, e arriva mentre i negoziati commerciali bilaterali si intensificano dopo anni di dispute tariffarie. Rendendo i visti più economici, Pechino punta ad accelerare la ripresa dei viaggi australiani verso la Cina, che attualmente si attestano solo al 62% dei livelli del 2019. Le stime del settore turistico indicano che la riduzione delle tariffe potrebbe far risparmiare a una famiglia di quattro persone oltre 200 dollari australiani—una cifra che, secondo gli agenti, potrebbe trasformare l’interesse in prenotazioni.
Per le aziende, i risparmi sono ancora più significativi sui visti M a ingresso multiplo, spesso utilizzati da ingegneri e project manager che viaggiano tra miniere o impianti di GNL australiani e fornitori cinesi di attrezzature. I team di mobilità dovrebbero aggiornare gli strumenti di confronto dei costi e informare i viaggiatori che l’esenzione si applica almeno fino alla fine del 2026, pur mantenendo invariati i processi del centro visti (biometria, lettere di invito).
Gli esperti del settore sottolineano che questa riduzione delle tariffe si integra con l’ingresso senza visto per 30 giorni per gli australiani, introdotto unilateralmente dalla Cina a novembre, creando una scelta a due livelli: i viaggiatori che necessitano di soggiorni superiori a 30 giorni o di ingressi multipli possono richiedere il visto a tariffa scontata, mentre i visitatori a breve termine possono evitare il visto del tutto. I funzionari consolari precisano che chi entra senza visto deve comunque essere in possesso di prova di viaggio di ritorno e di sistemazione.
Tourism Australia ha accolto con favore la proroga, definendola un modo per eliminare una “barriera percepita” e un complemento alla recente decisione del governo cinese di ripristinare lo status di tour di gruppo per l’Australia. La capacità di posti tra i due paesi per l’inizio del 2026 è prevista raggiungere il 95% dei livelli pre-Covid, favorita dalle consegne aggiuntive di Airbus A350 alle compagnie aeree cinesi.
La decisione segue l’approvazione di Canberra, avvenuta a ottobre, di frequenze aggiuntive di voli China Southern e China Eastern verso Melbourne e Brisbane per il 2026, e arriva mentre i negoziati commerciali bilaterali si intensificano dopo anni di dispute tariffarie. Rendendo i visti più economici, Pechino punta ad accelerare la ripresa dei viaggi australiani verso la Cina, che attualmente si attestano solo al 62% dei livelli del 2019. Le stime del settore turistico indicano che la riduzione delle tariffe potrebbe far risparmiare a una famiglia di quattro persone oltre 200 dollari australiani—una cifra che, secondo gli agenti, potrebbe trasformare l’interesse in prenotazioni.
Per le aziende, i risparmi sono ancora più significativi sui visti M a ingresso multiplo, spesso utilizzati da ingegneri e project manager che viaggiano tra miniere o impianti di GNL australiani e fornitori cinesi di attrezzature. I team di mobilità dovrebbero aggiornare gli strumenti di confronto dei costi e informare i viaggiatori che l’esenzione si applica almeno fino alla fine del 2026, pur mantenendo invariati i processi del centro visti (biometria, lettere di invito).
Gli esperti del settore sottolineano che questa riduzione delle tariffe si integra con l’ingresso senza visto per 30 giorni per gli australiani, introdotto unilateralmente dalla Cina a novembre, creando una scelta a due livelli: i viaggiatori che necessitano di soggiorni superiori a 30 giorni o di ingressi multipli possono richiedere il visto a tariffa scontata, mentre i visitatori a breve termine possono evitare il visto del tutto. I funzionari consolari precisano che chi entra senza visto deve comunque essere in possesso di prova di viaggio di ritorno e di sistemazione.
Tourism Australia ha accolto con favore la proroga, definendola un modo per eliminare una “barriera percepita” e un complemento alla recente decisione del governo cinese di ripristinare lo status di tour di gruppo per l’Australia. La capacità di posti tra i due paesi per l’inizio del 2026 è prevista raggiungere il 95% dei livelli pre-Covid, favorita dalle consegne aggiuntive di Airbus A350 alle compagnie aeree cinesi.
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