
Il motore del turismo di Hong Kong è tornato a ruggire durante le festività dal 31 dicembre al 4 gennaio, con la task force interdipartimentale della città che ha confermato 950.000 arrivi, il 40% in più rispetto all’anno precedente. I residenti della Cina continentale hanno rappresentato 740.000 di questi ingressi, con un aumento del 48% su base annua, favorito anche dalla nuova estensione a tre giorni delle festività pubbliche a Pechino.
Per far fronte all’aumento, le autorità dell’immigrazione hanno temporaneamente prolungato gli orari di apertura ai valichi di Lo Wu e Shenzhen Bay, mentre la MTR Corporation ha aggiunto servizi interurbani notturni nell’ambito del Greater Bay Area Transport Facilitation Scheme. Il Bureau della Sicurezza ha riattivato il Centro di Monitoraggio e Supporto d’Emergenza per gestire i flussi di persone, e sono state aperte oltre 300 corsie e-Channel aggiuntive nei punti di controllo terrestri e marittimi.
Secondo l’Hong Kong Hotels Association, l’occupazione alberghiera ha raggiunto una media del 92%, ma i commercianti hanno registrato solo guadagni modesti, poiché i visitatori hanno speso con cautela, segnale precoce che il mercato rimane orientato al valore. Tuttavia, i dati sulla capacità dei posti aerei di OAG mostrano che Hong Kong offre ora l’87% della capacità pre-pandemica verso la Cina continentale, rispetto al 63% dello stesso periodo dello scorso anno, indicando una continua ripresa dei viaggi d’affari.
Per i responsabili della mobilità, il weekend è stato un importante test di stress per le infrastrutture di frontiera post-pandemia. Le code raramente hanno superato i 30 minuti, suggerendo che il personale di riserva e le corsie e-Channel ampliate possono ora gestire picchi di traffico vicini ai livelli del 2019. Le aziende dovrebbero però ricordare ai viaggiatori che il Codice di Dichiarazione Sanitaria, sebbene ora sia un modulo a un clic, resta obbligatorio, e che le esenzioni dal test PCR per i pendolari transfrontalieri frequenti scadono a fine gennaio, salvo rinnovo.
Guardando al futuro, l’Hong Kong Tourism Board prevede 36-38 milioni di arrivi dalla Cina continentale per l’intero 2026, ancora sotto il picco pre-Covid di 44 milioni ma ben al di sopra dei 28 milioni del 2025. Gli ultimi dati rafforzano le richieste delle camere di commercio per una semplificazione ulteriore dei permessi multi-entrata per i residenti di Hong Kong non cinesi, a sostegno del personale delle sedi regionali.
Per far fronte all’aumento, le autorità dell’immigrazione hanno temporaneamente prolungato gli orari di apertura ai valichi di Lo Wu e Shenzhen Bay, mentre la MTR Corporation ha aggiunto servizi interurbani notturni nell’ambito del Greater Bay Area Transport Facilitation Scheme. Il Bureau della Sicurezza ha riattivato il Centro di Monitoraggio e Supporto d’Emergenza per gestire i flussi di persone, e sono state aperte oltre 300 corsie e-Channel aggiuntive nei punti di controllo terrestri e marittimi.
Secondo l’Hong Kong Hotels Association, l’occupazione alberghiera ha raggiunto una media del 92%, ma i commercianti hanno registrato solo guadagni modesti, poiché i visitatori hanno speso con cautela, segnale precoce che il mercato rimane orientato al valore. Tuttavia, i dati sulla capacità dei posti aerei di OAG mostrano che Hong Kong offre ora l’87% della capacità pre-pandemica verso la Cina continentale, rispetto al 63% dello stesso periodo dello scorso anno, indicando una continua ripresa dei viaggi d’affari.
Per i responsabili della mobilità, il weekend è stato un importante test di stress per le infrastrutture di frontiera post-pandemia. Le code raramente hanno superato i 30 minuti, suggerendo che il personale di riserva e le corsie e-Channel ampliate possono ora gestire picchi di traffico vicini ai livelli del 2019. Le aziende dovrebbero però ricordare ai viaggiatori che il Codice di Dichiarazione Sanitaria, sebbene ora sia un modulo a un clic, resta obbligatorio, e che le esenzioni dal test PCR per i pendolari transfrontalieri frequenti scadono a fine gennaio, salvo rinnovo.
Guardando al futuro, l’Hong Kong Tourism Board prevede 36-38 milioni di arrivi dalla Cina continentale per l’intero 2026, ancora sotto il picco pre-Covid di 44 milioni ma ben al di sopra dei 28 milioni del 2025. Gli ultimi dati rafforzano le richieste delle camere di commercio per una semplificazione ulteriore dei permessi multi-entrata per i residenti di Hong Kong non cinesi, a sostegno del personale delle sedi regionali.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News