
Il 15 gennaio, il governo di coalizione austriaco ha presentato il piano nazionale per l’attuazione del Sistema Europeo Comune di Asilo (SECA), promettendo decisioni più rapide negli aeroporti, opzioni di detenzione più lunghe e sanzioni più severe per i richiedenti asilo non conformi. Secondo il disegno di legge, tutte le richieste di asilo presentate da chi arriva via aerea saranno gestite esclusivamente a Vienna-Schwechat, dove la detenzione potrà durare fino a 18 settimane, triplicando il limite precedente di 6 settimane.
Il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha sottolineato che l’obiettivo è scoraggiare gli arrivi irregolari e accelerare i rimpatri, affermando che “le procedure d’asilo devono, quando possibile, svolgersi fuori dall’UE.” Il piano prevede inoltre l’ampliamento delle motivazioni per la riduzione dei sussidi nelle strutture di accoglienza federali e conferisce agli agenti dell’immigrazione il potere di imporre sanzioni se i richiedenti asilo lasciano l’alloggio assegnato senza autorizzazione.
Il progetto integra il sistema Eurodac rinnovato, introducendo la registrazione con riconoscimento facciale per i richiedenti a partire dai 6 anni, rispetto ai 14 attuali, e estendendo la raccolta biometrica anche a migranti irregolari e apolidi. Per i datori di lavoro, la novità principale è che le quote per il ricongiungimento familiare saranno trasferite al Regolamento sul Soggiorno entro la fine dell’anno, con possibili restrizioni per i familiari dei lavoratori provenienti da paesi terzi.
Le associazioni imprenditoriali appoggiano un controllo più rigoroso delle frontiere, ma avvertono che le lunghe detenzioni aeroportuali potrebbero mettere sotto pressione la capacità dell’unico hub a lungo raggio austriaco. Le compagnie aeree temono che i rallentamenti scoraggino i passeggeri in transito e hanno chiesto al governo di garantire corridoi di transito protetti in caso di aumento degli arrivi.
La legge dovrebbe entrare in esame nelle commissioni parlamentari a febbraio, con l’obiettivo di approvazione entro la fine del primo trimestre. I team di mobilità sono invitati a rivedere i protocolli di gestione delle crisi per i trasferimenti, considerando che lo status dei soggetti potrebbe cambiare se si attivano le nuove regole sulla detenzione all’arrivo.
Il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha sottolineato che l’obiettivo è scoraggiare gli arrivi irregolari e accelerare i rimpatri, affermando che “le procedure d’asilo devono, quando possibile, svolgersi fuori dall’UE.” Il piano prevede inoltre l’ampliamento delle motivazioni per la riduzione dei sussidi nelle strutture di accoglienza federali e conferisce agli agenti dell’immigrazione il potere di imporre sanzioni se i richiedenti asilo lasciano l’alloggio assegnato senza autorizzazione.
Il progetto integra il sistema Eurodac rinnovato, introducendo la registrazione con riconoscimento facciale per i richiedenti a partire dai 6 anni, rispetto ai 14 attuali, e estendendo la raccolta biometrica anche a migranti irregolari e apolidi. Per i datori di lavoro, la novità principale è che le quote per il ricongiungimento familiare saranno trasferite al Regolamento sul Soggiorno entro la fine dell’anno, con possibili restrizioni per i familiari dei lavoratori provenienti da paesi terzi.
Le associazioni imprenditoriali appoggiano un controllo più rigoroso delle frontiere, ma avvertono che le lunghe detenzioni aeroportuali potrebbero mettere sotto pressione la capacità dell’unico hub a lungo raggio austriaco. Le compagnie aeree temono che i rallentamenti scoraggino i passeggeri in transito e hanno chiesto al governo di garantire corridoi di transito protetti in caso di aumento degli arrivi.
La legge dovrebbe entrare in esame nelle commissioni parlamentari a febbraio, con l’obiettivo di approvazione entro la fine del primo trimestre. I team di mobilità sono invitati a rivedere i protocolli di gestione delle crisi per i trasferimenti, considerando che lo status dei soggetti potrebbe cambiare se si attivano le nuove regole sulla detenzione all’arrivo.
Fonte: GMX.AT
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