
In una sorprendente dichiarazione congiunta del 18 gennaio, Brasilia e Nuova Delhi hanno annunciato che i visti turistici rilasciati da entrambi i paesi saranno ora validi per dieci anni, il doppio rispetto ai precedenti cinque. Le regole sulla durata del soggiorno restano invariate (90 giorni per visita, prorogabili fino a 180 giorni in un anno mobile), ma la validità più lunga offre alle aziende molta più flessibilità per rotazioni di progetto, audit e incarichi di formazione.
Le tariffe consolari rimangono invariate e entrambi i governi continueranno a offrire e-visti oltre ai tradizionali adesivi. Le autorità indiane sottolineano che la nuova politica riconosce il record di scambi bilaterali da 16 miliardi di dollari nel 2025, mentre il Brasile spera che la maggiore facilità di viaggio attragga investimenti indiani in porti, idrogeno verde e servizi IT. Gli analisti prevedono che le compagnie aeree rilanceranno i tanto attesi voli diretti San Paolo–Mumbai non appena i dati sulla domanda miglioreranno.
Per i responsabili della mobilità la novità è sostanzialmente positiva: meno rinnovi, costi di documentazione ridotti e la possibilità di riassegnare rapidamente il personale. L’unico nodo è il tempismo. I viaggiatori con visti quinquennali in scadenza nel 2026-27 devono decidere se rinnovare ora o attendere il nuovo visto decennale. I consolati di Mumbai, Bengaluru, Rio e Brasilia hanno già aggiornato i calendari degli appuntamenti, con i primi visti da dieci anni attesi già questa settimana.
I datori di lavoro dovrebbero verificare i profili dei viaggiatori, segnalare i flussi intensi tra Brasile e India e allineare la validità dei visti con le tempistiche dei progetti. È inoltre importante ricordare al personale che il superamento dei termini di soggiorno comporta ancora sanzioni: la maggiore validità non è una licenza per una presenza illimitata.
L’accordo sottolinea l’importanza crescente dei corridoi di talento Sud-Sud e potrebbe ispirare intese simili con Indonesia e Sudafrica, entrambi interessati a una reciprocità di visti decennali con il Brasile.
Le tariffe consolari rimangono invariate e entrambi i governi continueranno a offrire e-visti oltre ai tradizionali adesivi. Le autorità indiane sottolineano che la nuova politica riconosce il record di scambi bilaterali da 16 miliardi di dollari nel 2025, mentre il Brasile spera che la maggiore facilità di viaggio attragga investimenti indiani in porti, idrogeno verde e servizi IT. Gli analisti prevedono che le compagnie aeree rilanceranno i tanto attesi voli diretti San Paolo–Mumbai non appena i dati sulla domanda miglioreranno.
Per i responsabili della mobilità la novità è sostanzialmente positiva: meno rinnovi, costi di documentazione ridotti e la possibilità di riassegnare rapidamente il personale. L’unico nodo è il tempismo. I viaggiatori con visti quinquennali in scadenza nel 2026-27 devono decidere se rinnovare ora o attendere il nuovo visto decennale. I consolati di Mumbai, Bengaluru, Rio e Brasilia hanno già aggiornato i calendari degli appuntamenti, con i primi visti da dieci anni attesi già questa settimana.
I datori di lavoro dovrebbero verificare i profili dei viaggiatori, segnalare i flussi intensi tra Brasile e India e allineare la validità dei visti con le tempistiche dei progetti. È inoltre importante ricordare al personale che il superamento dei termini di soggiorno comporta ancora sanzioni: la maggiore validità non è una licenza per una presenza illimitata.
L’accordo sottolinea l’importanza crescente dei corridoi di talento Sud-Sud e potrebbe ispirare intese simili con Indonesia e Sudafrica, entrambi interessati a una reciprocità di visti decennali con il Brasile.
Fonte: VisaHQ
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