
Il Segretario di Stato Alexander Pröll ha guidato la delegazione austriaca a Ginevra il 23 gennaio per la quarta Revisione Periodica Universale (UPR) del Paese davanti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Durante la sessione di tre ore, che ha affrontato un ampio ventaglio di temi, molti Stati membri si sono concentrati sulle politiche austriache sempre più restrittive in materia di asilo e rimpatri, inclusi i record di espulsioni annunciati lo stesso giorno a Vienna.
Pröll ha difeso l’approccio del governo, sostenendo che una gestione rigorosa delle frontiere e il rispetto dei diritti umani non sono incompatibili: «La dignità umana e lo stato di diritto sono le basi della politica austriaca. Adempiamo ai nostri obblighi internazionali di protezione garantendo al contempo che il sistema non venga abusato». Ha inoltre sottolineato l’aumento dei fondi per l’assistenza legale e i nuovi programmi di integrazione per i rifugiati riconosciuti.
Le organizzazioni della società civile, tuttavia, hanno sollevato dubbi sulla detenzione prolungata presso l’aeroporto di Vienna-Schwechat, prevista dalle nuove norme UE che consentono di trattenere i richiedenti asilo fino a 18 settimane. Hanno anche criticato i piani di esternalizzare parti della procedura d’asilo a “hub di rimpatrio” in paesi terzi, un’iniziativa che l’Austria sta promuovendo insieme ad alcuni partner europei.
Sebbene il processo UPR non sia vincolante, le sue raccomandazioni hanno un peso politico significativo. Eventuali riscontri di violazioni dei diritti potrebbero infatti aprire la strada a contenziosi nei tribunali austriaci e complicare gli sforzi del Paese per attrarre lavoratori altamente qualificati da paesi terzi. I datori di lavoro globali dovrebbero quindi monitorare attentamente le misure successive, poiché modifiche alle condizioni di detenzione, ai diritti di assistenza legale o ai termini per i ricorsi potrebbero influire sul quadro normativo per i trasferimenti intra-aziendali.
Il rapporto finale del Consiglio dei Diritti Umani, comprensivo degli impegni austriaci, è atteso per marzo. Gli osservatori prevedono raccomandazioni su limiti alla durata della detenzione, miglioramento degli standard di accoglienza e garanzia di proporzionalità nelle operazioni di espulsione.
Pröll ha difeso l’approccio del governo, sostenendo che una gestione rigorosa delle frontiere e il rispetto dei diritti umani non sono incompatibili: «La dignità umana e lo stato di diritto sono le basi della politica austriaca. Adempiamo ai nostri obblighi internazionali di protezione garantendo al contempo che il sistema non venga abusato». Ha inoltre sottolineato l’aumento dei fondi per l’assistenza legale e i nuovi programmi di integrazione per i rifugiati riconosciuti.
Le organizzazioni della società civile, tuttavia, hanno sollevato dubbi sulla detenzione prolungata presso l’aeroporto di Vienna-Schwechat, prevista dalle nuove norme UE che consentono di trattenere i richiedenti asilo fino a 18 settimane. Hanno anche criticato i piani di esternalizzare parti della procedura d’asilo a “hub di rimpatrio” in paesi terzi, un’iniziativa che l’Austria sta promuovendo insieme ad alcuni partner europei.
Sebbene il processo UPR non sia vincolante, le sue raccomandazioni hanno un peso politico significativo. Eventuali riscontri di violazioni dei diritti potrebbero infatti aprire la strada a contenziosi nei tribunali austriaci e complicare gli sforzi del Paese per attrarre lavoratori altamente qualificati da paesi terzi. I datori di lavoro globali dovrebbero quindi monitorare attentamente le misure successive, poiché modifiche alle condizioni di detenzione, ai diritti di assistenza legale o ai termini per i ricorsi potrebbero influire sul quadro normativo per i trasferimenti intra-aziendali.
Il rapporto finale del Consiglio dei Diritti Umani, comprensivo degli impegni austriaci, è atteso per marzo. Gli osservatori prevedono raccomandazioni su limiti alla durata della detenzione, miglioramento degli standard di accoglienza e garanzia di proporzionalità nelle operazioni di espulsione.
Fonte: APA-OTS
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