
Austria e Ungheria hanno rinnovato il loro accordo bilaterale di cooperazione alle frontiere, in vigore da un decennio, firmando un protocollo supplementare a Budapest il 19 gennaio 2026. I ministri dell’Interno Gerhard Karner (Austria) e Sándor Pintér (Ungheria) hanno spiegato che il nuovo testo adegua le procedure al Codice delle frontiere Schengen post-pandemia, permettendo pattugliamenti congiunti su entrambi i lati del confine e ampliando l’elenco dei punti di attraversamento regionali autorizzati.
Secondo l’accordo, le squadre miste di pattuglia potranno effettuare controlli d’identità fino a dieci chilometri oltre la linea di confine e condividere dati in tempo reale sulle reti di trafficanti di persone tramite una piattaforma mobile sicura gestita dall’Ufficio Operativo Congiunto della polizia austriaca di Nickelsdorf. Scanner biometrici portatili, collegati direttamente al VIS (Visa Information System) austriaco e al Sistema Entrata/Uscita (EES) dell’UE, saranno installati entro aprile in cinque ulteriori valichi del Burgenland, in vista dell’entrata in vigore obbligatoria dell’EES in tutta l’UE dal 10 aprile 2026.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la novità principale è la prevedibilità: le corsie per auto passeggeri al valico autostradale A4/A M1 Nickelsdorf-Hegyeshalom saranno operative 24 ore su 24, mentre due valichi minori (Andau/Királyhida e Deutschkreutz/Kópháza) adotteranno nuovi orari di apertura nei giorni feriali. Le aziende che gestiscono navette per pendolari o programmi di trasferimento transfrontaliero avevano a lungo denunciato che le chiusure improvvise, dovute alle proroghe semestrali “temporanee” dei controlli di frontiera decise da Vienna, causavano deviazioni costose e straordinari. Il protocollo impegna entrambi i governi a fornire un preavviso di 48 ore per qualsiasi chiusura superiore a quattro ore.
Karner ha sottolineato che l’accordo “non riguarda l’erezione di nuove barriere, ma una polizia più intelligente”, evidenziando che le domande di asilo in Austria sono diminuite del 32% nel 2025 dopo l’introduzione delle pattuglie congiunte più rigorose. Tuttavia, gruppi per i diritti civili a Vienna esprimono preoccupazioni su proporzionalità e protezione dei dati. I consulenti per i viaggi d’affari raccomandano di portare sempre con sé il passaporto (anche per i cittadini UE), di prevedere tempi supplementari durante la fase iniziale di utilizzo degli scanner mobili e di garantire che i permessi per lavoratori distaccati e i calcoli dei soggiorni Schengen siano rigorosi in caso di controlli a campione.
Secondo l’accordo, le squadre miste di pattuglia potranno effettuare controlli d’identità fino a dieci chilometri oltre la linea di confine e condividere dati in tempo reale sulle reti di trafficanti di persone tramite una piattaforma mobile sicura gestita dall’Ufficio Operativo Congiunto della polizia austriaca di Nickelsdorf. Scanner biometrici portatili, collegati direttamente al VIS (Visa Information System) austriaco e al Sistema Entrata/Uscita (EES) dell’UE, saranno installati entro aprile in cinque ulteriori valichi del Burgenland, in vista dell’entrata in vigore obbligatoria dell’EES in tutta l’UE dal 10 aprile 2026.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la novità principale è la prevedibilità: le corsie per auto passeggeri al valico autostradale A4/A M1 Nickelsdorf-Hegyeshalom saranno operative 24 ore su 24, mentre due valichi minori (Andau/Királyhida e Deutschkreutz/Kópháza) adotteranno nuovi orari di apertura nei giorni feriali. Le aziende che gestiscono navette per pendolari o programmi di trasferimento transfrontaliero avevano a lungo denunciato che le chiusure improvvise, dovute alle proroghe semestrali “temporanee” dei controlli di frontiera decise da Vienna, causavano deviazioni costose e straordinari. Il protocollo impegna entrambi i governi a fornire un preavviso di 48 ore per qualsiasi chiusura superiore a quattro ore.
Karner ha sottolineato che l’accordo “non riguarda l’erezione di nuove barriere, ma una polizia più intelligente”, evidenziando che le domande di asilo in Austria sono diminuite del 32% nel 2025 dopo l’introduzione delle pattuglie congiunte più rigorose. Tuttavia, gruppi per i diritti civili a Vienna esprimono preoccupazioni su proporzionalità e protezione dei dati. I consulenti per i viaggi d’affari raccomandano di portare sempre con sé il passaporto (anche per i cittadini UE), di prevedere tempi supplementari durante la fase iniziale di utilizzo degli scanner mobili e di garantire che i permessi per lavoratori distaccati e i calcoli dei soggiorni Schengen siano rigorosi in caso di controlli a campione.
Fonte: The Star (Malaysia)/Xinhua
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