
Poco dopo le 09:00 ora locale del 26 gennaio, il database principale per il controllo passaporti della Guardia di Frontiera polacca ha subito un'interruzione imprevista, paralizzando tutti e otto i valichi stradali e ferroviari lungo i corridoi di Leopoli e Volinia. Le autorità di entrambi i lati del confine sono passate al timbro manuale dei passaporti, ma il flusso è calato da circa 50 veicoli all'ora a meno di una dozzina, generando code lunghe chilometri in meno di due ore.
Il guasto, attribuito a un cluster di server corrotto nel data center della Guardia di Frontiera a Varsavia, ha compromesso il caricamento automatico dei dati del Sistema di Entrata/Uscita (EES) nel repository centrale dell’UE. Pur sottolineando che nessun dato personale è stato compromesso, l’incidente ha nuovamente messo in luce la vulnerabilità dei processi digitalizzati introdotti in vista del lancio dell’EES a livello europeo previsto per ottobre 2025.
Per le aziende che gestiscono catene di approvvigionamento just-in-time tra gli stabilimenti polacchi e i fornitori ucraini, il tempismo non poteva essere peggiore. Componenti per cablaggi automobilistici, elettrodomestici e personale IT attraversano quotidianamente il confine; diversi fornitori di primo livello hanno attivato piani di emergenza per spedire le parti tramite il corridoio Slovacchia-Ucraina, aggiungendo almeno sei ore ai tempi di transito. I responsabili delle missioni internazionali sono stati invitati a posticipare i viaggi non essenziali fino al completo ripristino del sistema.
Nel tardo pomeriggio, gli ingegneri hanno ripristinato un servizio parziale, ma il Servizio di Guardia di Frontiera ucraino ha avvertito che rallentamenti intermittenti potrebbero persistere fino a sera, mentre le transazioni EES arretrate si sincronizzano. Ai viaggiatori è stato consigliato di portare con sé prenotazioni stampate e prove di viaggio successive in caso di controlli manuali prolungati. Il Ministero dell’Interno polacco ha ordinato un audit urgente sui sistemi di fail-over del data center e si è impegnato a pubblicare un piano di intervento entro 72 ore.
Il guasto, attribuito a un cluster di server corrotto nel data center della Guardia di Frontiera a Varsavia, ha compromesso il caricamento automatico dei dati del Sistema di Entrata/Uscita (EES) nel repository centrale dell’UE. Pur sottolineando che nessun dato personale è stato compromesso, l’incidente ha nuovamente messo in luce la vulnerabilità dei processi digitalizzati introdotti in vista del lancio dell’EES a livello europeo previsto per ottobre 2025.
Per le aziende che gestiscono catene di approvvigionamento just-in-time tra gli stabilimenti polacchi e i fornitori ucraini, il tempismo non poteva essere peggiore. Componenti per cablaggi automobilistici, elettrodomestici e personale IT attraversano quotidianamente il confine; diversi fornitori di primo livello hanno attivato piani di emergenza per spedire le parti tramite il corridoio Slovacchia-Ucraina, aggiungendo almeno sei ore ai tempi di transito. I responsabili delle missioni internazionali sono stati invitati a posticipare i viaggi non essenziali fino al completo ripristino del sistema.
Nel tardo pomeriggio, gli ingegneri hanno ripristinato un servizio parziale, ma il Servizio di Guardia di Frontiera ucraino ha avvertito che rallentamenti intermittenti potrebbero persistere fino a sera, mentre le transazioni EES arretrate si sincronizzano. Ai viaggiatori è stato consigliato di portare con sé prenotazioni stampate e prove di viaggio successive in caso di controlli manuali prolungati. Il Ministero dell’Interno polacco ha ordinato un audit urgente sui sistemi di fail-over del data center e si è impegnato a pubblicare un piano di intervento entro 72 ore.
Fonte: Mezha (Ukraine)