
In un’intervista approfondita pubblicata il 28 gennaio, il Ministro della Giustizia Gérald Darmanin—ex Ministro dell’Interno—ha proposto una “moratoria di due-tre anni” sulla maggior parte delle categorie di immigrazione legale. Medici, ricercatori e un numero limitato di studenti stranieri sarebbero esentati, mentre i flussi per ricongiungimenti familiari e permessi di lavoro standard verrebbero sospesi fino a dopo le elezioni presidenziali del 2027.
Darmanin ha giustificato la proposta con i flussi record di immigrati legali—quasi 4,5 milioni di residenti stranieri legali e 384.000 nuovi permessi rilasciati lo scorso anno—sostenendo la necessità di una pausa per riformare il modello di integrazione francese e ristabilire la fiducia pubblica. Un sondaggio CSA citato nell’articolo rileva che il 67% degli elettori sostiene una sospensione temporanea.
I leader del mondo imprenditoriale hanno reagito con preoccupazione. Il gruppo di lavoro sulla mobilità del MEDEF ha avvertito che sospensioni generalizzate potrebbero compromettere il reclutamento per progetti infrastrutturali critici legati alle Olimpiadi giovanili invernali del 2026 e alla candidatura per l’Expo mondiale del 2027. Le start-up dipendenti da talenti tecnologici extra-UE temono di perdere terreno rispetto a Germania e Paesi Bassi, che hanno recentemente ampliato le quote per le blue card.
Gli esperti legali sottolineano che la proposta incontra forti ostacoli parlamentari; la legge sull’immigrazione del 2024 di Darmanin è stata infatti pesantemente ridimensionata dal Consiglio Costituzionale. Qualsiasi moratoria richiederebbe probabilmente una revisione costituzionale o un referendum, procedure che non possono essere completate rapidamente.
Tuttavia, la dichiarazione ha un peso politico: riformula il dibattito sull’immigrazione in vista delle elezioni del 2027 e segnala che anche figure centriste cercano di attrarre elettori preoccupati per l’integrazione e i costi abitativi. I team dedicati alla mobilità dovrebbero monitorare il calendario legislativo e preparare piani di emergenza per limiti più severi o quote settoriali.
Darmanin ha giustificato la proposta con i flussi record di immigrati legali—quasi 4,5 milioni di residenti stranieri legali e 384.000 nuovi permessi rilasciati lo scorso anno—sostenendo la necessità di una pausa per riformare il modello di integrazione francese e ristabilire la fiducia pubblica. Un sondaggio CSA citato nell’articolo rileva che il 67% degli elettori sostiene una sospensione temporanea.
I leader del mondo imprenditoriale hanno reagito con preoccupazione. Il gruppo di lavoro sulla mobilità del MEDEF ha avvertito che sospensioni generalizzate potrebbero compromettere il reclutamento per progetti infrastrutturali critici legati alle Olimpiadi giovanili invernali del 2026 e alla candidatura per l’Expo mondiale del 2027. Le start-up dipendenti da talenti tecnologici extra-UE temono di perdere terreno rispetto a Germania e Paesi Bassi, che hanno recentemente ampliato le quote per le blue card.
Gli esperti legali sottolineano che la proposta incontra forti ostacoli parlamentari; la legge sull’immigrazione del 2024 di Darmanin è stata infatti pesantemente ridimensionata dal Consiglio Costituzionale. Qualsiasi moratoria richiederebbe probabilmente una revisione costituzionale o un referendum, procedure che non possono essere completate rapidamente.
Tuttavia, la dichiarazione ha un peso politico: riformula il dibattito sull’immigrazione in vista delle elezioni del 2027 e segnala che anche figure centriste cercano di attrarre elettori preoccupati per l’integrazione e i costi abitativi. I team dedicati alla mobilità dovrebbero monitorare il calendario legislativo e preparare piani di emergenza per limiti più severi o quote settoriali.
Fonte: The Times