
I prefetti del Nord e del Pas-de-Calais hanno emesso un ordine eccezionale che vieta ai membri del gruppo ultradestra britannico Raise the Colours di entrare o radunarsi lungo tutta la costa della Manica, da Dunkerque a Boulogne, fino al 26 gennaio. La misura, pubblicata alle 12:30 del 24 gennaio, segue informazioni secondo cui gli attivisti pianificavano pattugliamenti vigilantes “boat-watch” con l’obiettivo di intercettare i richiedenti asilo.
Base legale. L’ordine si fonda sull’articolo L212-1 del Codice di Sicurezza Interna francese, che consente il divieto temporaneo di ingresso a cittadini stranieri la cui presenza rappresenta una seria minaccia per l’ordine pubblico. Le prefetture di polizia controlleranno le identità nei porti dei traghetti, nei terminal dell’Eurotunnel e nelle aree di sosta dell’autostrada A16; i trasgressori rischiano l’espulsione immediata e un divieto di ingresso nell’area Schengen per un anno.
Implicazioni per la mobilità. Si prevede che i flussi passeggeri e merci attraverso la Manica continueranno, ma con controlli casuali intensificati, che aumenteranno i tempi di attesa per autobus e navette aziendali. Le aziende che movimentano personale stagionale o merci di alto valore attraverso Calais dovrebbero informare gli autisti di portare documenti d’identità completi e prevedere tempi supplementari per le procedure di controllo. Le ONG per i diritti umani hanno accolto con favore il divieto, sottolineando che precedenti scontri avevano ostacolato le consegne di aiuti nei campi di Grande-Synthe.
Contesto più ampio. Il giro di vite arriva mentre le traversate in piccole imbarcazioni hanno raggiunto quota 931 finora quest’anno. Parigi e Londra stanno negoziando un nuovo protocollo di rimpatrio che potrebbe accelerare il trasferimento dei migranti intercettati di nuovo in Francia, trattative che probabilmente alimenteranno la retorica degli attivisti su entrambi i lati della Manica.
Prossimi sviluppi. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha indicato che divieti simili potrebbero essere applicati anche a reti estremiste continentali che cercano di sfruttare i punti critici migratori in vista delle elezioni regionali francesi del 2026.
Base legale. L’ordine si fonda sull’articolo L212-1 del Codice di Sicurezza Interna francese, che consente il divieto temporaneo di ingresso a cittadini stranieri la cui presenza rappresenta una seria minaccia per l’ordine pubblico. Le prefetture di polizia controlleranno le identità nei porti dei traghetti, nei terminal dell’Eurotunnel e nelle aree di sosta dell’autostrada A16; i trasgressori rischiano l’espulsione immediata e un divieto di ingresso nell’area Schengen per un anno.
Implicazioni per la mobilità. Si prevede che i flussi passeggeri e merci attraverso la Manica continueranno, ma con controlli casuali intensificati, che aumenteranno i tempi di attesa per autobus e navette aziendali. Le aziende che movimentano personale stagionale o merci di alto valore attraverso Calais dovrebbero informare gli autisti di portare documenti d’identità completi e prevedere tempi supplementari per le procedure di controllo. Le ONG per i diritti umani hanno accolto con favore il divieto, sottolineando che precedenti scontri avevano ostacolato le consegne di aiuti nei campi di Grande-Synthe.
Contesto più ampio. Il giro di vite arriva mentre le traversate in piccole imbarcazioni hanno raggiunto quota 931 finora quest’anno. Parigi e Londra stanno negoziando un nuovo protocollo di rimpatrio che potrebbe accelerare il trasferimento dei migranti intercettati di nuovo in Francia, trattative che probabilmente alimenteranno la retorica degli attivisti su entrambi i lati della Manica.
Prossimi sviluppi. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha indicato che divieti simili potrebbero essere applicati anche a reti estremiste continentali che cercano di sfruttare i punti critici migratori in vista delle elezioni regionali francesi del 2026.
Fonte: TF1 Info
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