
Il Ministero dell'Interno francese ha pubblicato i dati annuali sull'immigrazione, rivelando che nel 2025 il Paese ha rilasciato un record di 384.000 permessi di soggiorno per la prima volta, con un aumento dell'11% rispetto al 2024. Sorprendentemente, metà di questi nuovi arrivati è giunta con visti per studenti o per motivi umanitari. Il flusso degli studenti è cresciuto del 6,4%, raggiungendo quasi 118.000 permessi, consolidando la posizione della Francia come quarta destinazione di studio più popolare al mondo. Le università segnalano una domanda particolarmente forte dagli Stati Uniti, dalla Cina e dal Camerun, grazie alla diffusione di programmi in lingua inglese e a rette universitarie ancora relativamente basse.
Le ammissioni per motivi umanitari, invece, sono aumentate del 65%, arrivando a circa 92.000 permessi. I principali beneficiari sono stati afghani, ucraini e haitiani, con un tasso di protezione per asilo che ha raggiunto un record storico del 52%. Le autorità attribuiscono questo aumento ai conflitti in corso in Europa e alla decisione della Francia di convertire molte carte di protezione temporanea per gli ucraini in status di asilo completo.
Al contrario, l’immigrazione cosiddetta “economica” è diminuita del 13%, scendendo a poco più di 51.000 permessi. I datori di lavoro imputano il calo a un mercato delle costruzioni e dei servizi stagnante e a controlli più severi sui contratti per lavoratori stagionali. Tuttavia, il programma per i lavoratori altamente qualificati “Talent Passport” ha invertito la tendenza, crescendo del 4,4% con 20.000 approvazioni, mentre la Francia punta a attrarre ricercatori e fondatori di startup in vista delle Olimpiadi del 2026.
Le regolarizzazioni di migranti irregolari sono diminuite del 10% dopo una direttiva di gennaio 2025 che ha esteso il periodo minimo di residenza da tre a sette anni. Contemporaneamente, le espulsioni sono aumentate del 16%, raggiungendo quota 25.000, il livello più alto dal 2014, evidenziando la doppia strategia del governo: accogliere studenti e rifugiati, ma rafforzare i controlli sull’immigrazione irregolare.
Per i responsabili della mobilità internazionale, i dati offrono due indicazioni chiave: la Francia resta una meta attrattiva per l’istruzione e i talenti di alto livello, ma i trasferimenti aziendali per categorie a bassa qualifica sono sottoposti a controlli più rigorosi. Le aziende devono prevedere tempi più lunghi, con rifiuti per lavoratori stagionali che superano il 50% in alcuni settori.
Le ammissioni per motivi umanitari, invece, sono aumentate del 65%, arrivando a circa 92.000 permessi. I principali beneficiari sono stati afghani, ucraini e haitiani, con un tasso di protezione per asilo che ha raggiunto un record storico del 52%. Le autorità attribuiscono questo aumento ai conflitti in corso in Europa e alla decisione della Francia di convertire molte carte di protezione temporanea per gli ucraini in status di asilo completo.
Al contrario, l’immigrazione cosiddetta “economica” è diminuita del 13%, scendendo a poco più di 51.000 permessi. I datori di lavoro imputano il calo a un mercato delle costruzioni e dei servizi stagnante e a controlli più severi sui contratti per lavoratori stagionali. Tuttavia, il programma per i lavoratori altamente qualificati “Talent Passport” ha invertito la tendenza, crescendo del 4,4% con 20.000 approvazioni, mentre la Francia punta a attrarre ricercatori e fondatori di startup in vista delle Olimpiadi del 2026.
Le regolarizzazioni di migranti irregolari sono diminuite del 10% dopo una direttiva di gennaio 2025 che ha esteso il periodo minimo di residenza da tre a sette anni. Contemporaneamente, le espulsioni sono aumentate del 16%, raggiungendo quota 25.000, il livello più alto dal 2014, evidenziando la doppia strategia del governo: accogliere studenti e rifugiati, ma rafforzare i controlli sull’immigrazione irregolare.
Per i responsabili della mobilità internazionale, i dati offrono due indicazioni chiave: la Francia resta una meta attrattiva per l’istruzione e i talenti di alto livello, ma i trasferimenti aziendali per categorie a bassa qualifica sono sottoposti a controlli più rigorosi. Le aziende devono prevedere tempi più lunghi, con rifiuti per lavoratori stagionali che superano il 50% in alcuni settori.
Fonte: Le Monde