
Un laureato in ingegneria del software indiano, che aveva vissuto e lavorato a Melbourne per quattro anni, ha visto rifiutato il rinnovo del suo visto studentesco Subclass 500 il 31 gennaio 2026, mettendo in luce il nuovo requisito australiano del “Genuine Student” (GS). Introdotta questo mese, la regola GS valuta il progresso negli studi, la storia migratoria, la capacità finanziaria e l’intenzione di tornare nel paese d’origine.
Nonostante un curriculum accademico eccellente e la sponsorizzazione da parte del datore di lavoro per studi post-laurea part-time, il richiedente non è riuscito a convincere gli ufficiali che il corso fosse in linea con il suo percorso professionale. I consulenti educativi segnalano un aumento del 22% nei rifiuti per i cittadini indiani da quando il criterio GS ha sostituito il precedente test “Genuine Temporary Entrant”.
Il giro di vite arriva dopo che l’Australia ha classificato l’India al “livello di rischio 3” — la categoria più alta — all’inizio di gennaio, richiedendo ora ai richiedenti di presentare estratti conto bancari aggiuntivi, certificati di competenza linguistica e dati biometrici, con tempi di elaborazione estesi a 8-12 settimane.
Gli operatori del settore avvertono che le università, che dipendono dalla folta comunità indiana di mezzo milione di studenti, potrebbero registrare cali nelle iscrizioni se non ci sarà maggiore chiarezza. Gli studenti sono invitati a preparare dichiarazioni dettagliate che colleghino gli studi agli obiettivi di carriera e a considerare percorsi alternativi come il visto 485 Graduate Work. È possibile presentare ricorso presso il Tribunale Amministrativo, ma i tempi possono arrivare fino a sei mesi.
Nonostante un curriculum accademico eccellente e la sponsorizzazione da parte del datore di lavoro per studi post-laurea part-time, il richiedente non è riuscito a convincere gli ufficiali che il corso fosse in linea con il suo percorso professionale. I consulenti educativi segnalano un aumento del 22% nei rifiuti per i cittadini indiani da quando il criterio GS ha sostituito il precedente test “Genuine Temporary Entrant”.
Il giro di vite arriva dopo che l’Australia ha classificato l’India al “livello di rischio 3” — la categoria più alta — all’inizio di gennaio, richiedendo ora ai richiedenti di presentare estratti conto bancari aggiuntivi, certificati di competenza linguistica e dati biometrici, con tempi di elaborazione estesi a 8-12 settimane.
Gli operatori del settore avvertono che le università, che dipendono dalla folta comunità indiana di mezzo milione di studenti, potrebbero registrare cali nelle iscrizioni se non ci sarà maggiore chiarezza. Gli studenti sono invitati a preparare dichiarazioni dettagliate che colleghino gli studi agli obiettivi di carriera e a considerare percorsi alternativi come il visto 485 Graduate Work. È possibile presentare ricorso presso il Tribunale Amministrativo, ma i tempi possono arrivare fino a sei mesi.
Fonte: The Times of India
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