
L’ispettorato della Bundespolizei di Ebersbach ha riferito il 2 febbraio che a Zittau gli agenti hanno sventato due tentativi separati di entrare in Germania senza autorizzazione. Un cittadino polacco di 40 anni, con un divieto di ingresso attivo, è stato fermato il 30 gennaio mentre attraversava a piedi il ponte sul fiume Neisse, mentre un ucraino di 26 anni, alla guida di una BMW, è stato intercettato il 1° febbraio al posto di controllo B178n senza un permesso di soggiorno valido. Entrambi sono stati respinti in Polonia e dovranno rispondere ai procedimenti previsti dall’articolo 95 della legge sul soggiorno.
Questi casi dimostrano come i controlli alle frontiere terrestri estesi della Germania — reintrodotti nel 2024 e attualmente previsti fino almeno a marzo 2026 — continuino a generare interventi quotidiani. Secondo le statistiche della Polizia Federale, nel 2025 sono stati registrati quasi 68.000 attraversamenti non autorizzati, di cui circa due terzi sono stati respinti sul posto.
Per i pendolari transfrontalieri e i servizi navetta aziendali tra Polonia e Sassonia, l’episodio è un promemoria che i controlli d’identità restano la norma. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai lavoratori provenienti da paesi terzi di portare sempre con sé passaporti, carte di soggiorno e lettere di assegnazione, anche per brevi spostamenti, per evitare controlli secondari e ritardi.
Le fermate a Zittau alimentano inoltre il dibattito più ampio a livello UE: la Polonia sostiene che i controlli prolungati della Germania violino le regole di Schengen, mentre Berlino afferma che la misura è necessaria fino a quando il nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’Unione non sarà pienamente operativo.
Questi casi dimostrano come i controlli alle frontiere terrestri estesi della Germania — reintrodotti nel 2024 e attualmente previsti fino almeno a marzo 2026 — continuino a generare interventi quotidiani. Secondo le statistiche della Polizia Federale, nel 2025 sono stati registrati quasi 68.000 attraversamenti non autorizzati, di cui circa due terzi sono stati respinti sul posto.
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Le fermate a Zittau alimentano inoltre il dibattito più ampio a livello UE: la Polonia sostiene che i controlli prolungati della Germania violino le regole di Schengen, mentre Berlino afferma che la misura è necessaria fino a quando il nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’Unione non sarà pienamente operativo.