
In un’intervista approfondita pubblicata il 31 gennaio, il Commissario UE per gli Affari Interni Magnus Brunner ha delineato un uso molto più deciso degli strumenti europei in materia di visti. Brunner ha sostenuto che Bruxelles dovrebbe collegare sistematicamente la facilitazione dei visti — o al contrario, le sanzioni sui visti — al livello di cooperazione dei paesi terzi nel contrasto alla migrazione irregolare o nell’accettazione del rimpatrio dei propri cittadini privi di diritto di soggiorno nell’UE. Il politico austriaco ha citato un caso recente in cui la minaccia di restrizioni sui visti ha spinto un governo riluttante a iniziare a rilasciare documenti di riammissione nel giro di pochi giorni, definendo l’episodio “diplomazia migratoria da manuale”.
Per le imprese tedesche, le dichiarazioni sono rilevanti su due fronti. Primo, suggeriscono canali più rapidi e digitalizzati per i visti per talenti — Brunner ha affermato che l’UE deve diventare “molto più flessibile, veloce e digitale per lavoratori qualificati e scienziati”. Secondo, il Commissario ha messo in discussione i controlli di frontiera fissi che Berlino mantiene su tutti e nove i confini terrestri dal settembre 2024. Pur riconoscendo il diritto della Germania a controlli temporanei Schengen, ha insistito che dovrebbero cessare non appena sarà attuato il nuovo Patto UE su Asilo e Migrazione (GEAS).
I responsabili della mobilità aziendale sono sempre più frustrati dai controlli a campione, che possono causare ritardi imprevedibili per i dipendenti pendolari provenienti da paesi vicini come Austria o Paesi Bassi. Le parole di Brunner lasciano intendere che l’industria potrebbe presto trovare un alleato a Bruxelles per tornare a viaggi senza attriti — a patto che gli Stati membri si accordino sulle procedure dettagliate del GEAS nella prima metà del 2026.
Contemporaneamente, il Commissario ha ribadito una linea dura sull’espulsione di criminali pericolosi, inclusi possibili rimpatri in Siria non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Gli attivisti per i diritti umani temono che collegare le aperture per la migrazione lavorativa a un’applicazione più severa possa politicizzare le quote per i visti di lavoro. Tuttavia, Brunner insiste che la fiducia pubblica deve essere ricostruita prima che gli europei accettino percorsi migratori legali più ampi.
Nelle prossime settimane, il Ministero dell’Interno tedesco dovrebbe presentare la sua posizione sul calendario di attuazione del GEAS. Le aziende che dipendono da pendolari transfrontalieri o da viaggi Schengen ad alto volume dovrebbero monitorare se Berlino darà segnali di disponibilità a eliminare i controlli — una mossa che semplificherebbe immediatamente i percorsi di trasporto terrestre per visite agli stabilimenti, traffico fieristico e dirigenti regionali.
Per le imprese tedesche, le dichiarazioni sono rilevanti su due fronti. Primo, suggeriscono canali più rapidi e digitalizzati per i visti per talenti — Brunner ha affermato che l’UE deve diventare “molto più flessibile, veloce e digitale per lavoratori qualificati e scienziati”. Secondo, il Commissario ha messo in discussione i controlli di frontiera fissi che Berlino mantiene su tutti e nove i confini terrestri dal settembre 2024. Pur riconoscendo il diritto della Germania a controlli temporanei Schengen, ha insistito che dovrebbero cessare non appena sarà attuato il nuovo Patto UE su Asilo e Migrazione (GEAS).
I responsabili della mobilità aziendale sono sempre più frustrati dai controlli a campione, che possono causare ritardi imprevedibili per i dipendenti pendolari provenienti da paesi vicini come Austria o Paesi Bassi. Le parole di Brunner lasciano intendere che l’industria potrebbe presto trovare un alleato a Bruxelles per tornare a viaggi senza attriti — a patto che gli Stati membri si accordino sulle procedure dettagliate del GEAS nella prima metà del 2026.
Contemporaneamente, il Commissario ha ribadito una linea dura sull’espulsione di criminali pericolosi, inclusi possibili rimpatri in Siria non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Gli attivisti per i diritti umani temono che collegare le aperture per la migrazione lavorativa a un’applicazione più severa possa politicizzare le quote per i visti di lavoro. Tuttavia, Brunner insiste che la fiducia pubblica deve essere ricostruita prima che gli europei accettino percorsi migratori legali più ampi.
Nelle prossime settimane, il Ministero dell’Interno tedesco dovrebbe presentare la sua posizione sul calendario di attuazione del GEAS. Le aziende che dipendono da pendolari transfrontalieri o da viaggi Schengen ad alto volume dovrebbero monitorare se Berlino darà segnali di disponibilità a eliminare i controlli — una mossa che semplificherebbe immediatamente i percorsi di trasporto terrestre per visite agli stabilimenti, traffico fieristico e dirigenti regionali.
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