
Dopo mesi di trattative, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz e il suo partner di coalizione Social-Democratico hanno raggiunto un accordo sul controverso disegno di legge che recepirà la riforma 2024 del Sistema Europeo Comune di Asilo (GEAS) nella legislazione tedesca.
Il progetto, approvato il 29 gennaio 2026, mira a limitare i cosiddetti “movimenti secondari” — richiedenti asilo che lasciano il paese UE responsabile della loro domanda per spostarsi in Germania — introducendo nuovi “centri di migrazione secondaria”. I migranti che avrebbero dovuto rimanere in un altro Stato membro saranno obbligati a attendere il trasferimento in queste strutture; durante questo periodo, i loro benefici sociali saranno ridotti al minimo legale.
Contemporaneamente, la coalizione ha dovuto rassicurare i legislatori socialdemocratici preoccupati per restrizioni troppo severe. Sono state inserite due concessioni: i richiedenti asilo potranno iniziare un lavoro retribuito dopo tre mesi anziché sei, e ai minori coinvolti nella procedura sarà garantito un accesso potenziato alle cure sanitarie. Il compromesso crea inoltre una base giuridica per la controversa “Asylverfahrenshaft”, una misura di detenzione a breve termine pensata per prevenire la fuga prima dell’espulsione.
Per le imprese, l’accesso più rapido al mercato del lavoro potrebbe facilitare il reclutamento in settori come logistica, ristorazione e agricoltura, che tradizionalmente assumono richiedenti asilo nell’ambito del regime di soggiorno tollerato “3+2” tedesco. Tuttavia, le aziende che si affidano a fornitori esterni per l’alloggio dei nuovi assunti dovranno considerare la possibilità che i lavoratori vengano assegnati a centri di migrazione fuori dalla regione di assunzione. I dipartimenti HR dovranno quindi prevedere tempi aggiuntivi per la logistica del trasferimento e l’orientamento dei lavoratori.
Il disegno di legge dovrebbe essere approvato dal Bundestag a febbraio ed entrare in vigore insieme al GEAS a giugno 2026. Le ONG stanno già annunciando possibili ricorsi costituzionali, sostenendo che la detenzione delle famiglie contrasti con la Legge Fondamentale tedesca. Le imprese che dipendono dalla manodopera dei richiedenti asilo dovrebbero monitorare il calendario parlamentare e iniziare a pianificare scenari per eventuali carenze di personale a livello regionale qualora i trasferimenti si intensifichino.
Il progetto, approvato il 29 gennaio 2026, mira a limitare i cosiddetti “movimenti secondari” — richiedenti asilo che lasciano il paese UE responsabile della loro domanda per spostarsi in Germania — introducendo nuovi “centri di migrazione secondaria”. I migranti che avrebbero dovuto rimanere in un altro Stato membro saranno obbligati a attendere il trasferimento in queste strutture; durante questo periodo, i loro benefici sociali saranno ridotti al minimo legale.
Contemporaneamente, la coalizione ha dovuto rassicurare i legislatori socialdemocratici preoccupati per restrizioni troppo severe. Sono state inserite due concessioni: i richiedenti asilo potranno iniziare un lavoro retribuito dopo tre mesi anziché sei, e ai minori coinvolti nella procedura sarà garantito un accesso potenziato alle cure sanitarie. Il compromesso crea inoltre una base giuridica per la controversa “Asylverfahrenshaft”, una misura di detenzione a breve termine pensata per prevenire la fuga prima dell’espulsione.
Per le imprese, l’accesso più rapido al mercato del lavoro potrebbe facilitare il reclutamento in settori come logistica, ristorazione e agricoltura, che tradizionalmente assumono richiedenti asilo nell’ambito del regime di soggiorno tollerato “3+2” tedesco. Tuttavia, le aziende che si affidano a fornitori esterni per l’alloggio dei nuovi assunti dovranno considerare la possibilità che i lavoratori vengano assegnati a centri di migrazione fuori dalla regione di assunzione. I dipartimenti HR dovranno quindi prevedere tempi aggiuntivi per la logistica del trasferimento e l’orientamento dei lavoratori.
Il disegno di legge dovrebbe essere approvato dal Bundestag a febbraio ed entrare in vigore insieme al GEAS a giugno 2026. Le ONG stanno già annunciando possibili ricorsi costituzionali, sostenendo che la detenzione delle famiglie contrasti con la Legge Fondamentale tedesca. Le imprese che dipendono dalla manodopera dei richiedenti asilo dovrebbero monitorare il calendario parlamentare e iniziare a pianificare scenari per eventuali carenze di personale a livello regionale qualora i trasferimenti si intensifichino.
Fonte: Welt (dpa feed)
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