
La camera bassa del parlamento di Berlino ha confermato il 2 febbraio che la Germania è entrata nella fase intensiva di attuazione della riforma del Sistema Europeo Comune di Asilo (SECA). In una risposta scritta (Bundestagsdrucksache 21/3818) a un’interrogazione parlamentare, il Governo federale afferma di lavorare "con la massima priorità" per recepire il pacchetto e avere pronti tutti i procedimenti, i database e gli standard di accoglienza entro la scadenza europea di giugno 2026.
Il Ministero dell’Interno, l’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (BAMF) e la Polizia federale hanno istituito un ufficio di programma congiunto e tengono riunioni di coordinamento settimanali con i Länder. Tra le principali attività IT vi sono il collegamento del sistema di gestione dei casi MARiS del BAMF con Eurodac 2.0 per accelerare i controlli delle impronte digitali e l’adattamento del software di controllo alle frontiere affinché gli agenti possano effettuare in tempo reale il nuovo screening pre-ingresso. I Länder, che gestiscono i centri di prima accoglienza, devono nel frattempo adeguare i blocchi abitativi per separare le persone le cui domande saranno esaminate al confine, per un massimo di 12 settimane, come previsto dal patto.
I funzionari ammettono che il calendario rappresenta “una sfida considerevole” poiché la struttura federale tedesca richiede che 16 parlamenti regionali modifichino le rispettive leggi sull’accoglienza dei richiedenti asilo. Progetti pilota in Sassonia e Baviera partiranno a marzo per testare come completare identificazione, valutazioni di sicurezza e vulnerabilità entro il limite di 7 giorni fissato da Bruxelles. Un comitato direttivo del Ministero dell’Interno valuterà i piloti ogni due settimane e pubblicherà un cruscotto con indicatori chiave, tra cui tempi di elaborazione, tassi di ricorso e trasferimenti verso altri Stati membri.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’aggiornamento è un promemoria che il quadro normativo sulle missioni transfrontaliere evolverà rapidamente nel 2026. Una volta operativo il regolamento sullo screening, i viaggiatori d’affari non UE in arrivo via terra potrebbero affrontare controlli aggiuntivi alle frontiere esterne Schengen della Germania (gli aeroporti adotteranno il sistema in un secondo momento). Le aziende dovrebbero rivedere i fascicoli documentali, in particolare le prove dello scopo del soggiorno e le lettere di incarico, per evitare ritardi al confine. Gli immigrati già in Germania con Blue Card o permessi per lavoratori qualificati non saranno direttamente interessati, ma i team di compliance dovrebbero monitorare la legislazione regionale per eventuali effetti indiretti sulle procedure di soggiorno.
Il Ministero dell’Interno, l’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (BAMF) e la Polizia federale hanno istituito un ufficio di programma congiunto e tengono riunioni di coordinamento settimanali con i Länder. Tra le principali attività IT vi sono il collegamento del sistema di gestione dei casi MARiS del BAMF con Eurodac 2.0 per accelerare i controlli delle impronte digitali e l’adattamento del software di controllo alle frontiere affinché gli agenti possano effettuare in tempo reale il nuovo screening pre-ingresso. I Länder, che gestiscono i centri di prima accoglienza, devono nel frattempo adeguare i blocchi abitativi per separare le persone le cui domande saranno esaminate al confine, per un massimo di 12 settimane, come previsto dal patto.
I funzionari ammettono che il calendario rappresenta “una sfida considerevole” poiché la struttura federale tedesca richiede che 16 parlamenti regionali modifichino le rispettive leggi sull’accoglienza dei richiedenti asilo. Progetti pilota in Sassonia e Baviera partiranno a marzo per testare come completare identificazione, valutazioni di sicurezza e vulnerabilità entro il limite di 7 giorni fissato da Bruxelles. Un comitato direttivo del Ministero dell’Interno valuterà i piloti ogni due settimane e pubblicherà un cruscotto con indicatori chiave, tra cui tempi di elaborazione, tassi di ricorso e trasferimenti verso altri Stati membri.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’aggiornamento è un promemoria che il quadro normativo sulle missioni transfrontaliere evolverà rapidamente nel 2026. Una volta operativo il regolamento sullo screening, i viaggiatori d’affari non UE in arrivo via terra potrebbero affrontare controlli aggiuntivi alle frontiere esterne Schengen della Germania (gli aeroporti adotteranno il sistema in un secondo momento). Le aziende dovrebbero rivedere i fascicoli documentali, in particolare le prove dello scopo del soggiorno e le lettere di incarico, per evitare ritardi al confine. Gli immigrati già in Germania con Blue Card o permessi per lavoratori qualificati non saranno direttamente interessati, ma i team di compliance dovrebbero monitorare la legislazione regionale per eventuali effetti indiretti sulle procedure di soggiorno.