
New York — Il 9 febbraio 2026, la Global Business Travel Association (GBTA) ha espresso ufficialmente la sua opposizione al piano della Customs and Border Protection (CBP) di richiedere ai viaggiatori del Visa Waiver Program (VWP) di fornire cinque anni di dati relativi ai loro profili social, numeri di telefono passati e informazioni familiari dettagliate durante la richiesta dell’Electronic System for Travel Authorization (ESTA).
La CEO della GBTA, Suzanne Neufang, ha dichiarato alla CBP che la proposta “comporta rischi operativi ed economici significativi”, sottolineando che allungherebbe i tempi di applicazione, sarebbe in conflitto con le normative sulla privacy di UE e Regno Unito e spingerebbe le aziende a spostare riunioni verso destinazioni più semplici. Secondo il modello economico dell’associazione, ogni calo dell’1% negli arrivi tramite VWP costerebbe agli Stati Uniti 1,6 miliardi di dollari in spese turistiche e 12.000 posti di lavoro.
Oltre alle questioni di privacy, la GBTA ha evidenziato problemi pratici: molti viaggiatori non ricordano i vecchi nomi utente; la raccolta degli indirizzi IP potrebbe costringere a indicare nodi Wi-Fi di hotel o aeroporti; e i consolati non hanno personale sufficiente per gestire il flusso di dati aggiuntivi. L’associazione ha chiesto alla CBP di limitare i nuovi campi a quelli con “chiara utilità di sicurezza basata su evidenze”, di adottare un’implementazione graduale e di garantire la cancellazione automatica dei dati dopo un periodo definito.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la posta in gioco è alta. I viaggiatori d’affari provenienti da 40 paesi del VWP rappresentano un terzo del volume totale dei viaggi di lavoro in entrata; un aumento delle difficoltà potrebbe ritardare visite presso i clienti, avvii di progetti e partecipazioni a conferenze. La GBTA consiglia alle aziende di presentare commenti entro la scadenza del 9 febbraio, di avvisare i team di prenotazione viaggi di possibili rallentamenti nelle procedure ESTA entro l’anno e di prevedere budget per visti di emergenza in caso di visite urgenti.
Ora la CBP deve esaminare i feedback degli stakeholder e decidere se pubblicare una regola definitiva o un avviso rivisto. Gli esperti del settore prevedono una versione ridotta entro la fine dell’estate, ma avvertono che il mancato rispetto delle preoccupazioni sulla privacy potrebbe portare a cause legali simili a quelle che in passato hanno rallentato l’espansione dei visti digitali.
La CEO della GBTA, Suzanne Neufang, ha dichiarato alla CBP che la proposta “comporta rischi operativi ed economici significativi”, sottolineando che allungherebbe i tempi di applicazione, sarebbe in conflitto con le normative sulla privacy di UE e Regno Unito e spingerebbe le aziende a spostare riunioni verso destinazioni più semplici. Secondo il modello economico dell’associazione, ogni calo dell’1% negli arrivi tramite VWP costerebbe agli Stati Uniti 1,6 miliardi di dollari in spese turistiche e 12.000 posti di lavoro.
Oltre alle questioni di privacy, la GBTA ha evidenziato problemi pratici: molti viaggiatori non ricordano i vecchi nomi utente; la raccolta degli indirizzi IP potrebbe costringere a indicare nodi Wi-Fi di hotel o aeroporti; e i consolati non hanno personale sufficiente per gestire il flusso di dati aggiuntivi. L’associazione ha chiesto alla CBP di limitare i nuovi campi a quelli con “chiara utilità di sicurezza basata su evidenze”, di adottare un’implementazione graduale e di garantire la cancellazione automatica dei dati dopo un periodo definito.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la posta in gioco è alta. I viaggiatori d’affari provenienti da 40 paesi del VWP rappresentano un terzo del volume totale dei viaggi di lavoro in entrata; un aumento delle difficoltà potrebbe ritardare visite presso i clienti, avvii di progetti e partecipazioni a conferenze. La GBTA consiglia alle aziende di presentare commenti entro la scadenza del 9 febbraio, di avvisare i team di prenotazione viaggi di possibili rallentamenti nelle procedure ESTA entro l’anno e di prevedere budget per visti di emergenza in caso di visite urgenti.
Ora la CBP deve esaminare i feedback degli stakeholder e decidere se pubblicare una regola definitiva o un avviso rivisto. Gli esperti del settore prevedono una versione ridotta entro la fine dell’estate, ma avvertono che il mancato rispetto delle preoccupazioni sulla privacy potrebbe portare a cause legali simili a quelle che in passato hanno rallentato l’espansione dei visti digitali.
Fonte: TravelPress
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