
Toronto — Air Canada ha interrotto improvvisamente tutti i voli passeggeri per Cuba il 9 febbraio 2026, citando un NOTAM governativo che annuncia la mancanza di carburante per jet su tutta l’isola a partire dal 10 febbraio. La compagnia invierà a vuoto aerei per riportare a casa circa 3.000 viaggiatori e offre rimborsi completi o la possibilità di riprenotare gratuitamente per partenze future.
La crisi del carburante arriva pochi giorni dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato tariffe su qualsiasi paese che venda petrolio all’Avana, una mossa che ha già ridotto le forniture di carburante dal Messico. Il ministero del turismo cubano ha avvertito la scorsa settimana le compagnie aeree straniere di “rifornirsi” di carburante extra o rischiare deviazioni. WestJet e Air Transat hanno dichiarato che continueranno i voli con soste tecniche, mentre il governo canadese ha aggiornato il suo avviso di viaggio segnalando interruzioni di corrente a rotazione, carenze di carburante e disservizi nei trasporti.
Perché è importante per la mobilità USA: sebbene le compagnie americane abbiano cessato i voli regolari per Cuba a causa delle sanzioni del 2025, migliaia di dirigenti e personale di conformità statunitensi raggiungono l’isola tramite il Canada o charter da paesi terzi, autorizzati da licenze generali del Dipartimento del Tesoro. L’uscita di Air Canada chiude la rotta più comoda da molti hub USA, costringendo i viaggiatori a itinerari più costosi e con più scali, o a ritardare viaggi urgenti legati alla zona franca di Mariel e agli aggiornamenti delle telecomunicazioni.
Le aziende con progetti a Cuba dovrebbero rivedere i piani di emergenza: 1) assicurarsi posti sui vettori rimasti in grado di rifornirsi di carburante; 2) prenotare in anticipo opzioni charter da Messico o Bahamas; 3) garantire che i viaggiatori abbiano scorte adeguate in un contesto di carenze diffuse. I team di mobilità dovrebbero inoltre monitorare le trattative tariffarie della Casa Bianca, poiché sanzioni secondarie più ampie potrebbero ulteriormente compromettere i collegamenti aerei regionali.
La crisi del carburante arriva pochi giorni dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato tariffe su qualsiasi paese che venda petrolio all’Avana, una mossa che ha già ridotto le forniture di carburante dal Messico. Il ministero del turismo cubano ha avvertito la scorsa settimana le compagnie aeree straniere di “rifornirsi” di carburante extra o rischiare deviazioni. WestJet e Air Transat hanno dichiarato che continueranno i voli con soste tecniche, mentre il governo canadese ha aggiornato il suo avviso di viaggio segnalando interruzioni di corrente a rotazione, carenze di carburante e disservizi nei trasporti.
Perché è importante per la mobilità USA: sebbene le compagnie americane abbiano cessato i voli regolari per Cuba a causa delle sanzioni del 2025, migliaia di dirigenti e personale di conformità statunitensi raggiungono l’isola tramite il Canada o charter da paesi terzi, autorizzati da licenze generali del Dipartimento del Tesoro. L’uscita di Air Canada chiude la rotta più comoda da molti hub USA, costringendo i viaggiatori a itinerari più costosi e con più scali, o a ritardare viaggi urgenti legati alla zona franca di Mariel e agli aggiornamenti delle telecomunicazioni.
Le aziende con progetti a Cuba dovrebbero rivedere i piani di emergenza: 1) assicurarsi posti sui vettori rimasti in grado di rifornirsi di carburante; 2) prenotare in anticipo opzioni charter da Messico o Bahamas; 3) garantire che i viaggiatori abbiano scorte adeguate in un contesto di carenze diffuse. I team di mobilità dovrebbero inoltre monitorare le trattative tariffarie della Casa Bianca, poiché sanzioni secondarie più ampie potrebbero ulteriormente compromettere i collegamenti aerei regionali.
Fonte: Global News (Canada)
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