
Il Consiglio dei Ministri thailandese, su proposta del Ministero degli Affari Esteri, ha approvato il 13 febbraio 2026 una revisione completa delle norme sui visti del regno. Tra le riforme principali spicca un programma di esenzione dal visto di 60 giorni, valido per 93 nazionalità, inclusa l’India, destinato a turismo, viaggi di lavoro a breve termine e incontri. Il nuovo limite raddoppia i precedenti 30 giorni, posizionando la Thailandia in competizione diretta con Singapore e Malaysia per il redditizio segmento dei viaggiatori indiani in uscita.
Bangkok introduce anche il “Destination Thailand Visa” (DTV), con validità fino a cinque anni e ingressi multipli, pensato per lavoratori da remoto, nomadi digitali e imprenditori “work-from-Thailand”. Freelancer tecnologici indiani e fondatori di startup, molti dei quali già utilizzano la Thailandia come base a bassa tassazione, potranno soggiornare fino a 180 giorni per visita con rinnovo online semplificato. Il visto “ED Plus” potenziato mira ad attrarre studenti indiani in programmi ibridi di studio e tirocinio, risposta diretta al calo delle iscrizioni cinesi.
Le modifiche strutturali sono altrettanto rilevanti quanto i vantaggi evidenti. La Thailandia ha ridotto i codici dei visti non immigranti da 17 a 7 e ampliato la piattaforma e-Visa a tutte le ambasciate nel mondo, eliminando le lunghe code ai centri VFS di Delhi e Mumbai. Una carta d’arrivo digitale (TDAC) sostituisce i moduli manuali, mentre sono previsti varchi elettronici con riconoscimento facciale a Phuket, Chiang Mai e nel nuovo terminal satellite di Suvarnabhumi prima del picco di viaggi per Diwali 2026.
Per le aziende indiane le conseguenze sono immediate: i team di progetto possono ruotare più frequentemente senza dover gestire molteplici visti a ingresso singolo; gli organizzatori di eventi MICE dispongono di una finestra di 60 giorni per conferenze; e le risorse umane possono valutare opzioni di soggiorno prolungato per il personale trasferito nelle filiali thailandesi. Tuttavia, i reparti finanziari devono considerare che il DTV prevede una tassa di emissione di 10.000 THB (circa ₹24.000) e la prova di un’assicurazione sanitaria da 10.000 dollari USA. I team di compliance devono garantire che i dipendenti nomadi digitali rispettino le rigide normative thailandesi sui permessi di lavoro per attività economiche locali.
Gli analisti del turismo prevedono che l’India, già secondo mercato di origine per la Thailandia, possa inviare 2,3 milioni di visitatori nell’anno fiscale 2026-27, superando i livelli pre-COVID e generando un’iniezione di 2 miliardi di dollari USA nel settore dell’ospitalità thailandese. Le nuove regole facilitano inoltre l’aumento di capacità di Air India e IndiGo sulle rotte Delhi–Bangkok e Bengaluru–Phuket, annunciate per il programma estivo, promettendo un circolo virtuoso tra posti disponibili e domanda.
Bangkok introduce anche il “Destination Thailand Visa” (DTV), con validità fino a cinque anni e ingressi multipli, pensato per lavoratori da remoto, nomadi digitali e imprenditori “work-from-Thailand”. Freelancer tecnologici indiani e fondatori di startup, molti dei quali già utilizzano la Thailandia come base a bassa tassazione, potranno soggiornare fino a 180 giorni per visita con rinnovo online semplificato. Il visto “ED Plus” potenziato mira ad attrarre studenti indiani in programmi ibridi di studio e tirocinio, risposta diretta al calo delle iscrizioni cinesi.
Le modifiche strutturali sono altrettanto rilevanti quanto i vantaggi evidenti. La Thailandia ha ridotto i codici dei visti non immigranti da 17 a 7 e ampliato la piattaforma e-Visa a tutte le ambasciate nel mondo, eliminando le lunghe code ai centri VFS di Delhi e Mumbai. Una carta d’arrivo digitale (TDAC) sostituisce i moduli manuali, mentre sono previsti varchi elettronici con riconoscimento facciale a Phuket, Chiang Mai e nel nuovo terminal satellite di Suvarnabhumi prima del picco di viaggi per Diwali 2026.
Per le aziende indiane le conseguenze sono immediate: i team di progetto possono ruotare più frequentemente senza dover gestire molteplici visti a ingresso singolo; gli organizzatori di eventi MICE dispongono di una finestra di 60 giorni per conferenze; e le risorse umane possono valutare opzioni di soggiorno prolungato per il personale trasferito nelle filiali thailandesi. Tuttavia, i reparti finanziari devono considerare che il DTV prevede una tassa di emissione di 10.000 THB (circa ₹24.000) e la prova di un’assicurazione sanitaria da 10.000 dollari USA. I team di compliance devono garantire che i dipendenti nomadi digitali rispettino le rigide normative thailandesi sui permessi di lavoro per attività economiche locali.
Gli analisti del turismo prevedono che l’India, già secondo mercato di origine per la Thailandia, possa inviare 2,3 milioni di visitatori nell’anno fiscale 2026-27, superando i livelli pre-COVID e generando un’iniezione di 2 miliardi di dollari USA nel settore dell’ospitalità thailandese. Le nuove regole facilitano inoltre l’aumento di capacità di Air India e IndiGo sulle rotte Delhi–Bangkok e Bengaluru–Phuket, annunciate per il programma estivo, promettendo un circolo virtuoso tra posti disponibili e domanda.
Fonte: The Times of India