
L'Unione Europea ha confermato le date definitive per l'implementazione di due sistemi rivoluzionari per la gestione delle frontiere che cambieranno radicalmente il modo in cui gli australiani entreranno nell'area Schengen. Secondo le nuove linee guida pubblicate il 15 febbraio, il Sistema Biometrico di Entrata/Uscita (EES) — la cui introduzione è iniziata in modo graduale lo scorso ottobre — sarà obbligatorio in tutti i valichi esterni Schengen a partire dal 10 aprile 2026. Ciò significa che ogni titolare di passaporto australiano dovrà fornire impronte digitali e un’immagine facciale elettronica, sostituendo il tradizionale timbro manuale.
Il cambiamento più significativo arriverà “a fine 2026” con l’attivazione del tanto atteso Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione di Viaggio (ETIAS). Da quel momento, i viaggiatori esenti da visto provenienti da Australia, Stati Uniti, Giappone e circa altri 60 Paesi dovranno ottenere un’autorizzazione online da 20 euro prima di imbarcarsi su voli, traghetti o Eurostar diretti in Europa. Valida per tre anni, ETIAS funziona in modo simile al sistema ESTA statunitense, ma integra un controllo automatizzato delle liste di sorveglianza in tutti gli Stati Schengen.
Per i responsabili della mobilità aziendale, questi due sistemi rappresentano nuovi punti di controllo per la conformità. Gli australiani che viaggiano frequentemente per brevi trasferte di lavoro dovranno considerare sia i tempi di richiesta anticipata dell’ETIAS (l’UE consiglia di fare domanda “con settimane di anticipo”) sia la possibilità di code più lunghe in aeroporto durante la fase di introduzione dei chioschi EES. Le agenzie di gestione viaggi stanno già aggiornando i codici di annotazione PNR per permettere alle piattaforme di duty of care di segnalare i passeggeri privi di approvazione ETIAS.
Airports Council International teme congestioni durante il picco estivo di luglio-agosto se compagnie aeree e polizia di frontiera non saranno adeguatamente supportate. I viaggiatori d’affari dovrebbero quindi prevedere tempi di connessione più ampi negli itinerari intra-UE nel terzo trimestre 2026. Gli esportatori australiani diretti a fiere a Parigi o Francoforte potrebbero dover inoltre informare il personale sulle nuove regole di acquisizione biometrica, poiché anche un singolo errore nella scansione delle impronte digitali sotto EES può comportare un controllo secondario. Sebbene Bruxelles sostenga che i sistemi rafforzeranno la sicurezza e ridurranno le permanenze irregolari, l’impatto a breve termine sarà un aumento della burocrazia e dei tempi di attesa — costi che le aziende dovranno ora mettere in conto.
Il cambiamento più significativo arriverà “a fine 2026” con l’attivazione del tanto atteso Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione di Viaggio (ETIAS). Da quel momento, i viaggiatori esenti da visto provenienti da Australia, Stati Uniti, Giappone e circa altri 60 Paesi dovranno ottenere un’autorizzazione online da 20 euro prima di imbarcarsi su voli, traghetti o Eurostar diretti in Europa. Valida per tre anni, ETIAS funziona in modo simile al sistema ESTA statunitense, ma integra un controllo automatizzato delle liste di sorveglianza in tutti gli Stati Schengen.
Per i responsabili della mobilità aziendale, questi due sistemi rappresentano nuovi punti di controllo per la conformità. Gli australiani che viaggiano frequentemente per brevi trasferte di lavoro dovranno considerare sia i tempi di richiesta anticipata dell’ETIAS (l’UE consiglia di fare domanda “con settimane di anticipo”) sia la possibilità di code più lunghe in aeroporto durante la fase di introduzione dei chioschi EES. Le agenzie di gestione viaggi stanno già aggiornando i codici di annotazione PNR per permettere alle piattaforme di duty of care di segnalare i passeggeri privi di approvazione ETIAS.
Airports Council International teme congestioni durante il picco estivo di luglio-agosto se compagnie aeree e polizia di frontiera non saranno adeguatamente supportate. I viaggiatori d’affari dovrebbero quindi prevedere tempi di connessione più ampi negli itinerari intra-UE nel terzo trimestre 2026. Gli esportatori australiani diretti a fiere a Parigi o Francoforte potrebbero dover inoltre informare il personale sulle nuove regole di acquisizione biometrica, poiché anche un singolo errore nella scansione delle impronte digitali sotto EES può comportare un controllo secondario. Sebbene Bruxelles sostenga che i sistemi rafforzeranno la sicurezza e ridurranno le permanenze irregolari, l’impatto a breve termine sarà un aumento della burocrazia e dei tempi di attesa — costi che le aziende dovranno ora mettere in conto.
Fonte: Travel and Tour World
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