
In una lettera dal tono deciso indirizzata al Primo Ministro Narendra Modi, il Chief Minister del Tamil Nadu, M. K. Stalin, ha sollecitato il governo centrale a creare una procedura accelerata per la cittadinanza indiana — o almeno per visti a lungo termine — per circa 89.000 Tamil dello Sri Lanka che vivono nello stato da decenni. Circa il 40% di questa comunità è nato in India e non ha mai posseduto un passaporto dello Sri Lanka.
Stalin propone che il governo centrale elimini l’obbligo di passaporto e visto indiano per questo gruppo, basandosi invece su documenti d’identità già verificati dalle autorità statali. Ha inoltre chiesto che i collezionisti distrettuali siano autorizzati a gestire le domande a livello locale, richiamando motivazioni umanitarie, obblighi costituzionali e l’Ordine sull’Immigrazione e Stranieri (Esenzioni) del 2025, che protegge gli arrivi antecedenti al 2015 da eventuali procedimenti legali.
La richiesta arriva in un momento di rinnovato dibattito sul sistema indiano per i rifugiati, che attualmente non prevede un percorso legale per la naturalizzazione della maggior parte dei richiedenti asilo. Gli esperti di mobilità sottolineano che una maggiore flessibilità faciliterebbe le procedure per i datori di lavoro che vogliono regolarizzare il personale tamil dello Sri Lanka di lunga data, ma che non riescono a ottenere permessi di lavoro secondo le norme vigenti.
Nuova Delhi non ha ancora risposto, ma in passato le petizioni simili hanno incontrato resistenze dal Ministero degli Interni, preoccupato per i precedenti che potrebbero essere invocati da altri gruppi di rifugiati. Se approvata, l’esenzione potrebbe influenzare anche i negoziati tra l’India e Colombo sul rimpatrio volontario e la mobilità lavorativa transfrontaliera.
Stalin propone che il governo centrale elimini l’obbligo di passaporto e visto indiano per questo gruppo, basandosi invece su documenti d’identità già verificati dalle autorità statali. Ha inoltre chiesto che i collezionisti distrettuali siano autorizzati a gestire le domande a livello locale, richiamando motivazioni umanitarie, obblighi costituzionali e l’Ordine sull’Immigrazione e Stranieri (Esenzioni) del 2025, che protegge gli arrivi antecedenti al 2015 da eventuali procedimenti legali.
La richiesta arriva in un momento di rinnovato dibattito sul sistema indiano per i rifugiati, che attualmente non prevede un percorso legale per la naturalizzazione della maggior parte dei richiedenti asilo. Gli esperti di mobilità sottolineano che una maggiore flessibilità faciliterebbe le procedure per i datori di lavoro che vogliono regolarizzare il personale tamil dello Sri Lanka di lunga data, ma che non riescono a ottenere permessi di lavoro secondo le norme vigenti.
Nuova Delhi non ha ancora risposto, ma in passato le petizioni simili hanno incontrato resistenze dal Ministero degli Interni, preoccupato per i precedenti che potrebbero essere invocati da altri gruppi di rifugiati. Se approvata, l’esenzione potrebbe influenzare anche i negoziati tra l’India e Colombo sul rimpatrio volontario e la mobilità lavorativa transfrontaliera.
Fonte: The Times of India
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