
Le autorità saudite il 15 febbraio hanno emesso un nuovo avviso: i visitatori che superano la durata del visto – e gli sponsor che non li segnalano – rischiano ora multe fino a 50.000 SR (circa 11 lakh ₹), reclusione e deportazione. L’allerta segue un’intensa serie di controlli che, nel mese islamico di Rajab, ha registrato quasi 20.000 azioni amministrative.
Le comunità indiane a Riyadh e Jeddah segnalano che la stretta colpisce in particolare le piccole imprese di appalto che ospitano tecnici indiani con visti commerciali a breve termine. Molti trascurano di presentare i rapporti di uscita quando i progetti si prolungano, esponendo sponsor e lavoratori a sanzioni secondo l’Articolo 32 della Legge sulla Residenza.
Alle aziende viene consigliato di verificare settimanalmente i registri di Iqama e visti visitatori, conservare copie elettroniche dei permessi di uscita e rientro e utilizzare il portale Absher per segnalare tempestivamente eventuali ritardi. I consulenti per l’immigrazione raccomandano inoltre di inserire clausole contrattuali che rendano i fornitori indiani responsabili delle multe derivanti da soggiorni oltre il termine consentito dei loro dipendenti.
La stretta arriva mentre l’Arabia Saudita accelera le riforme del mercato del lavoro legate alla Vision 2030. Gli analisti prevedono che controlli più rigorosi si estenderanno nel Golfo, con Emirati Arabi Uniti e Qatar pronti a adottare strutture sanzionatorie simili entro l’anno. I reclutatori indiani dovranno quindi sostenere costi maggiori per la due diligence, ma beneficeranno di linee di comunicazione digitali più chiare che riducono il rischio di detenzioni arbitrarie dei lavoratori.
Le comunità indiane a Riyadh e Jeddah segnalano che la stretta colpisce in particolare le piccole imprese di appalto che ospitano tecnici indiani con visti commerciali a breve termine. Molti trascurano di presentare i rapporti di uscita quando i progetti si prolungano, esponendo sponsor e lavoratori a sanzioni secondo l’Articolo 32 della Legge sulla Residenza.
Alle aziende viene consigliato di verificare settimanalmente i registri di Iqama e visti visitatori, conservare copie elettroniche dei permessi di uscita e rientro e utilizzare il portale Absher per segnalare tempestivamente eventuali ritardi. I consulenti per l’immigrazione raccomandano inoltre di inserire clausole contrattuali che rendano i fornitori indiani responsabili delle multe derivanti da soggiorni oltre il termine consentito dei loro dipendenti.
La stretta arriva mentre l’Arabia Saudita accelera le riforme del mercato del lavoro legate alla Vision 2030. Gli analisti prevedono che controlli più rigorosi si estenderanno nel Golfo, con Emirati Arabi Uniti e Qatar pronti a adottare strutture sanzionatorie simili entro l’anno. I reclutatori indiani dovranno quindi sostenere costi maggiori per la due diligence, ma beneficeranno di linee di comunicazione digitali più chiare che riducono il rischio di detenzioni arbitrarie dei lavoratori.
Fonte: The Times of India
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