
In una votazione quasi unanime, avvenuta nella serata del 16 febbraio, l’Assemblea Nazionale ha approvato un disegno di legge che consentirà ai medici che hanno iniziato gli studi di medicina nel Regno Unito prima della Brexit di vedere automaticamente riconosciuti i loro titoli in Francia. Dal 1° gennaio 2021, questi professionisti sono stati considerati “Padhue” – titolari di diplomi extra-UE – e costretti a sottoporsi a una lunga revisione delle competenze prima di poter esercitare, un ostacolo che, secondo i critici, aggrava la carenza di medici in Francia.
Secondo la nuova normativa, circa cento cittadini francesi ed europei iscritti a scuole di medicina britanniche prima della fine del periodo di transizione della Brexit riacquisteranno i diritti di riconoscimento originariamente previsti. I sostenitori, guidati dal relatore Vincent Caure, hanno sottolineato che gli standard formativi del Regno Unito rispettano i parametri UE e che l’accesso immediato a licenze complete potrebbe contribuire a colmare le gravi carenze di personale nelle “zone mediche desertiche” rurali.
Il dibattito ha inoltre messo in luce la situazione di 19.000 medici formati fuori dall’UE, ancora soggetti a procedure complesse. I deputati dell’opposizione hanno esortato il governo a estendere il riconoscimento semplificato a un bacino più ampio, avvertendo che il sistema sanitario dipende fortemente da medici provenienti da Algeria, Tunisia, Libano e altri paesi, già impiegati in condizioni precarie.
Per ospedali, agenzie di reclutamento e aziende che gestiscono distacchi internazionali di personale medico, il disegno di legge elimina un importante ostacolo amministrativo e potrebbe ampliare il bacino di talenti per le strutture francesi. I team delle risorse umane dovranno comunque monitorare i decreti attuativi, attesi entro tre mesi, che definiranno le modalità di prova delle date di studio e l’emissione accelerata delle licenze.
Pur limitato nel campo di applicazione, il voto segnala un moderato allentamento della posizione francese post-Brexit e potrebbe rappresentare un caso pilota per riforme più ampie sul riconoscimento delle qualifiche professionali, tema cruciale per settori altamente mobili come ingegneria e architettura.
Secondo la nuova normativa, circa cento cittadini francesi ed europei iscritti a scuole di medicina britanniche prima della fine del periodo di transizione della Brexit riacquisteranno i diritti di riconoscimento originariamente previsti. I sostenitori, guidati dal relatore Vincent Caure, hanno sottolineato che gli standard formativi del Regno Unito rispettano i parametri UE e che l’accesso immediato a licenze complete potrebbe contribuire a colmare le gravi carenze di personale nelle “zone mediche desertiche” rurali.
Il dibattito ha inoltre messo in luce la situazione di 19.000 medici formati fuori dall’UE, ancora soggetti a procedure complesse. I deputati dell’opposizione hanno esortato il governo a estendere il riconoscimento semplificato a un bacino più ampio, avvertendo che il sistema sanitario dipende fortemente da medici provenienti da Algeria, Tunisia, Libano e altri paesi, già impiegati in condizioni precarie.
Per ospedali, agenzie di reclutamento e aziende che gestiscono distacchi internazionali di personale medico, il disegno di legge elimina un importante ostacolo amministrativo e potrebbe ampliare il bacino di talenti per le strutture francesi. I team delle risorse umane dovranno comunque monitorare i decreti attuativi, attesi entro tre mesi, che definiranno le modalità di prova delle date di studio e l’emissione accelerata delle licenze.
Pur limitato nel campo di applicazione, il voto segnala un moderato allentamento della posizione francese post-Brexit e potrebbe rappresentare un caso pilota per riforme più ampie sul riconoscimento delle qualifiche professionali, tema cruciale per settori altamente mobili come ingegneria e architettura.