
The Times ha ottenuto briefing del settore che confermano che, dal 25 febbraio 2026, i cittadini britannici con doppia cittadinanza che salgono a bordo di un volo diretto nel Regno Unito dovranno esibire un passaporto britannico valido oppure un passaporto straniero contenente un Certificato di Diritto di Residenza. La politica, annunciata per la prima volta nel 2024 come parte dei preparativi per il regime di Autorizzazione Elettronica di Viaggio, è ora inserita nelle istruzioni operative delle compagnie aeree. Compagnie come Ryanair, British Airways ed Emirates hanno dichiarato che i loro sistemi bloccheranno automaticamente il check-in qualora un passeggero dichiari la nazionalità britannica ma presenti un documento di viaggio diverso dal passaporto britannico.
La modifica chiude una lunga scappatoia che permetteva a molti cittadini con doppia cittadinanza — in particolare australiani, neozelandesi e sudafricani con origini britanniche — di viaggiare senza problemi con il passaporto straniero. Nel modello di frontiera digitale, questa pratica interrompe la catena di dati necessaria per verificare lo status del viaggiatore prima dell’arrivo. Per le compagnie aeree, la mancata conformità comporta sanzioni fino a £5.000 per passeggero e la possibile sospensione delle licenze di rotta in caso di recidiva.
Le famiglie con bambini sono particolarmente colpite, poiché i minori spesso possiedono solo il passaporto non britannico del paese di nascita. Il Ministero dell’Interno assicura che la politica è stata ampiamente pubblicizzata, ma le agenzie di viaggio segnalano un aumento di richieste frenetiche e domande di passaporto last minute.
I team di mobilità globale dovrebbero verificare la presenza di cittadini con doppia nazionalità tra gli assegnati e prevedere tempi supplementari per il rinnovo dei passaporti o la richiesta del Certificato di Diritto (costo £589). Se necessario, possono essere emessi documenti di viaggio d’emergenza, validi però per un solo viaggio e non utilizzabili per spostamenti successivi nell’area Schengen dell’UE.
La modifica chiude una lunga scappatoia che permetteva a molti cittadini con doppia cittadinanza — in particolare australiani, neozelandesi e sudafricani con origini britanniche — di viaggiare senza problemi con il passaporto straniero. Nel modello di frontiera digitale, questa pratica interrompe la catena di dati necessaria per verificare lo status del viaggiatore prima dell’arrivo. Per le compagnie aeree, la mancata conformità comporta sanzioni fino a £5.000 per passeggero e la possibile sospensione delle licenze di rotta in caso di recidiva.
Le famiglie con bambini sono particolarmente colpite, poiché i minori spesso possiedono solo il passaporto non britannico del paese di nascita. Il Ministero dell’Interno assicura che la politica è stata ampiamente pubblicizzata, ma le agenzie di viaggio segnalano un aumento di richieste frenetiche e domande di passaporto last minute.
I team di mobilità globale dovrebbero verificare la presenza di cittadini con doppia nazionalità tra gli assegnati e prevedere tempi supplementari per il rinnovo dei passaporti o la richiesta del Certificato di Diritto (costo £589). Se necessario, possono essere emessi documenti di viaggio d’emergenza, validi però per un solo viaggio e non utilizzabili per spostamenti successivi nell’area Schengen dell’UE.
Fonte: The Times
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