
Meno di una settimana prima che il Regno Unito inizi a far rispettare pienamente il nuovo regime di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) il 25 febbraio 2026, è scoppiata una polemica politica sulle regole conseguenti che impediranno ai cittadini britannici con doppia nazionalità di salire su un volo, treno o traghetto per il Regno Unito, a meno che non possiedano un passaporto britannico (o irlandese) valido, oppure un costoso certificato di diritto incollato su un passaporto straniero.
Il 18 febbraio i Liberal Democratici hanno chiesto al Ministero dell’Interno di introdurre un breve “periodo di grazia” per evitare che le famiglie colpite dal cambiamento restino bloccate all’estero. Il ministro ombra per l’immigrazione, Will Forster, ha denunciato la “comunicazione caotica” attorno all’implementazione, che ha spinto migliaia di cittadini britannici all’estero a prenotare d’urgenza appuntamenti per il passaporto, cancellare viaggi e, in alcuni casi, a perdere funerali o cure mediche. Le compagnie aeree, tra cui Ryanair e easyJet, rischiano multe fino a 10.000 sterline per passeggero se imbarcano persone incapaci di dimostrare la cittadinanza britannica al check-in, rendendo gli operatori molto cauti.
I gruppi di settore Abta e Airlines UK sostengono un approccio graduale, avvertendo che negli aeroporti potrebbe regnare confusione dell’ultimo minuto durante le vacanze di metà termine. I difensori dei diritti dei viaggiatori sottolineano inoltre che il certificato alternativo di diritto – che costa 589 sterline ogni volta che si emette un nuovo passaporto – penalizza soprattutto le famiglie con bambini e potrebbe discriminare le donne i cui nomi da sposate differiscono tra i passaporti.
Il Ministero dell’Interno insiste che la regola è “essenziale per la sicurezza digitale delle frontiere” e ricorda che i cittadini irlandesi-britannici restano esentati. Dietro le quinte, fonti interne riferiscono che gli agenti della Border Force manterranno la discrezionalità di ammettere i britannici bloccati, ma questa discrezionalità non sarà d’aiuto se le compagnie impediscono loro di salire a bordo. Per i responsabili della mobilità globale il consiglio è chiaro: assicurarsi che i dipendenti con cittadinanza britannica viaggino sempre verso il Regno Unito con un documento britannico valido e prevedere tempi più lunghi per i rinnovi, dato che gli uffici passaporti si preparano a un aumento delle richieste nei prossimi giorni.
Il 18 febbraio i Liberal Democratici hanno chiesto al Ministero dell’Interno di introdurre un breve “periodo di grazia” per evitare che le famiglie colpite dal cambiamento restino bloccate all’estero. Il ministro ombra per l’immigrazione, Will Forster, ha denunciato la “comunicazione caotica” attorno all’implementazione, che ha spinto migliaia di cittadini britannici all’estero a prenotare d’urgenza appuntamenti per il passaporto, cancellare viaggi e, in alcuni casi, a perdere funerali o cure mediche. Le compagnie aeree, tra cui Ryanair e easyJet, rischiano multe fino a 10.000 sterline per passeggero se imbarcano persone incapaci di dimostrare la cittadinanza britannica al check-in, rendendo gli operatori molto cauti.
I gruppi di settore Abta e Airlines UK sostengono un approccio graduale, avvertendo che negli aeroporti potrebbe regnare confusione dell’ultimo minuto durante le vacanze di metà termine. I difensori dei diritti dei viaggiatori sottolineano inoltre che il certificato alternativo di diritto – che costa 589 sterline ogni volta che si emette un nuovo passaporto – penalizza soprattutto le famiglie con bambini e potrebbe discriminare le donne i cui nomi da sposate differiscono tra i passaporti.
Il Ministero dell’Interno insiste che la regola è “essenziale per la sicurezza digitale delle frontiere” e ricorda che i cittadini irlandesi-britannici restano esentati. Dietro le quinte, fonti interne riferiscono che gli agenti della Border Force manterranno la discrezionalità di ammettere i britannici bloccati, ma questa discrezionalità non sarà d’aiuto se le compagnie impediscono loro di salire a bordo. Per i responsabili della mobilità globale il consiglio è chiaro: assicurarsi che i dipendenti con cittadinanza britannica viaggino sempre verso il Regno Unito con un documento britannico valido e prevedere tempi più lunghi per i rinnovi, dato che gli uffici passaporti si preparano a un aumento delle richieste nei prossimi giorni.
Fonte: The Guardian
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