
Il Belgio ha ufficialmente aumentato la tassa di registrazione per l'acquisizione della cittadinanza belga da 150 € a 1.000 € – un incremento quasi sette volte superiore che la rende immediatamente una delle procedure di cittadinanza più costose dell'Unione Europea. La misura, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale belga il 19 febbraio e in vigore dal 20 febbraio 2026, fa parte di un più ampio pacchetto di riforme migratorie promosso dal Ministro dell'Asilo e della Migrazione Anneleen Van Bossuyt e dalla coalizione di governo guidata dal Primo Ministro Bart De Wever.
I sostenitori sostengono che la tassa più alta garantirà che i richiedenti siano seriamente intenzionati a integrarsi e coprirà i costi amministrativi sostenuti dai comuni e dall'Ufficio federale per l'Immigrazione. Parallelamente all'aumento della tassa, il Belgio ha riformato il regime di ricongiungimento familiare. I garanti devono ora dimostrare un reddito netto mensile pari al 110% del salario minimo garantito, con un ulteriore 10% per ogni familiare a carico. L'età minima per i partner è salita da 18 a 21 anni, mentre i rifugiati riconosciuti hanno solo sei mesi (invece di un anno) per richiedere il ricongiungimento senza dover soddisfare la soglia di reddito. I beneficiari di protezione sussidiaria devono attendere due anni interi prima di poter presentare domanda. Le autorità spiegano che l’obiettivo è combattere le frodi legate ai “matrimoni di convenienza” e “allineare il Belgio ai Paesi vicini che già applicano standard più severi”.
Contemporaneamente, la Vallonia ha allentato il requisito del test linguistico nel suo programma di integrazione civica, accettando una media complessiva A2 in francese anziché il superamento obbligatorio di ogni modulo. I centri di integrazione della regione ricevono nuovi finanziamenti per offrire coaching lavorativo e supporto mirato, mentre le autorità federali hanno lanciato il portale GenderStat.be per monitorare come l’integrazione si interseca con le disparità di genere in ambito lavorativo, reddituale e previdenziale.
I consulenti per l’immigrazione aziendale avvertono le multinazionali che l’aumento drastico della tassa di cittadinanza potrebbe scoraggiare i dipendenti trasferiti a lungo termine dal naturalizzarsi, complicando potenzialmente la mobilità intra-UE per talenti chiave. I responsabili delle risorse umane stanno quindi rivedendo le previsioni di costo per i trasferimenti permanenti, soprattutto per le famiglie che ora affrontano ostacoli più severi nel ricongiungimento e soglie di reddito più elevate. Le aziende sono inoltre invitate a informare il personale sulle nuove tempistiche: tutte le domande di cittadinanza presentate dal 20 febbraio 2026 in poi dovranno includere la prova del pagamento di 1.000 €.
In termini pratici, i comuni hanno segnalato un picco di domande last-minute prima dell’entrata in vigore della nuova tassa. Nel medio termine, gli osservatori prevedono un calo delle domande, soprattutto tra i migranti a basso reddito che potrebbero posticipare o rinunciare alla naturalizzazione. Se la riforma ridurrà effettivamente i flussi migratori è ancora oggetto di dibattito, ma è indubbio che innalzi la soglia economica per l’accesso pieno alla società belga – e, per estensione, all’Unione Europea.
I sostenitori sostengono che la tassa più alta garantirà che i richiedenti siano seriamente intenzionati a integrarsi e coprirà i costi amministrativi sostenuti dai comuni e dall'Ufficio federale per l'Immigrazione. Parallelamente all'aumento della tassa, il Belgio ha riformato il regime di ricongiungimento familiare. I garanti devono ora dimostrare un reddito netto mensile pari al 110% del salario minimo garantito, con un ulteriore 10% per ogni familiare a carico. L'età minima per i partner è salita da 18 a 21 anni, mentre i rifugiati riconosciuti hanno solo sei mesi (invece di un anno) per richiedere il ricongiungimento senza dover soddisfare la soglia di reddito. I beneficiari di protezione sussidiaria devono attendere due anni interi prima di poter presentare domanda. Le autorità spiegano che l’obiettivo è combattere le frodi legate ai “matrimoni di convenienza” e “allineare il Belgio ai Paesi vicini che già applicano standard più severi”.
Contemporaneamente, la Vallonia ha allentato il requisito del test linguistico nel suo programma di integrazione civica, accettando una media complessiva A2 in francese anziché il superamento obbligatorio di ogni modulo. I centri di integrazione della regione ricevono nuovi finanziamenti per offrire coaching lavorativo e supporto mirato, mentre le autorità federali hanno lanciato il portale GenderStat.be per monitorare come l’integrazione si interseca con le disparità di genere in ambito lavorativo, reddituale e previdenziale.
I consulenti per l’immigrazione aziendale avvertono le multinazionali che l’aumento drastico della tassa di cittadinanza potrebbe scoraggiare i dipendenti trasferiti a lungo termine dal naturalizzarsi, complicando potenzialmente la mobilità intra-UE per talenti chiave. I responsabili delle risorse umane stanno quindi rivedendo le previsioni di costo per i trasferimenti permanenti, soprattutto per le famiglie che ora affrontano ostacoli più severi nel ricongiungimento e soglie di reddito più elevate. Le aziende sono inoltre invitate a informare il personale sulle nuove tempistiche: tutte le domande di cittadinanza presentate dal 20 febbraio 2026 in poi dovranno includere la prova del pagamento di 1.000 €.
In termini pratici, i comuni hanno segnalato un picco di domande last-minute prima dell’entrata in vigore della nuova tassa. Nel medio termine, gli osservatori prevedono un calo delle domande, soprattutto tra i migranti a basso reddito che potrebbero posticipare o rinunciare alla naturalizzazione. Se la riforma ridurrà effettivamente i flussi migratori è ancora oggetto di dibattito, ma è indubbio che innalzi la soglia economica per l’accesso pieno alla società belga – e, per estensione, all’Unione Europea.
Fonte: EU Reporter
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