
Il governo federale belga ha silenziosamente introdotto la riforma più significativa della politica migratoria degli ultimi dieci anni. Un pacchetto di decreti reali e ministeriali entrati in vigore il 17 febbraio 2026 aumenta la tassa amministrativa per la naturalizzazione da 150 a 1.000 euro (indicizzata annualmente) e modifica contemporaneamente diversi aspetti della legge sugli stranieri che regolano il ricongiungimento familiare.
L’aumento della tassa di cittadinanza è giustificato dal governo come misura per scoraggiare le domande “transazionali” e per coprire i costi reali di gestione di pratiche sempre più complesse. I sostenitori sottolineano che il Belgio è stato a lungo un’eccezione tra i paesi dell’Europa occidentale per i bassi costi di naturalizzazione; la nuova tariffa di 1.000 euro si allinea ora a quella di Paesi Bassi (945 euro) e Francia (630 euro). I critici, tra cui ONG per i diritti dei migranti e associazioni imprenditoriali di Bruxelles, temono che l’aumento colpisca soprattutto i cittadini di paesi terzi a basso reddito e possa rallentare l’integrazione di residenti di lungo periodo che necessitano del passaporto belga per ruoli con frequenti viaggi.
Per i datori di lavoro, la vera novità è la revisione dei requisiti per il ricongiungimento familiare. Gli sponsor devono ora dimostrare un reddito netto mensile pari ad almeno il 110% del salario minimo garantito — attualmente 1.960 euro — più il 10% per ogni familiare a carico aggiuntivo. I rifugiati riconosciuti mantengono un’esenzione limitata, ma solo per i primi sei mesi dal riconoscimento dello status (in calo da un anno). I beneficiari di protezione sussidiaria devono invece attendere due anni pieni prima di poter richiedere il ricongiungimento. Inoltre, l’età minima per il ricongiungimento coniugale sale da 18 a 21 anni.
I responsabili della mobilità internazionale dovranno prevedere tempi più lunghi e budget più elevati. I team HR che assistono i dipendenti nel passaggio a contratti locali spesso sincronizzano le domande di residenza permanente o cittadinanza con i cicli di promozione; la tassa a quattro cifre potrebbe ora richiedere l’approvazione preventiva dei responsabili di centro di costo. Le aziende che si affidano alla mobilità familiare intra-UE — in particolare quelle che ruotano specialisti da Lussemburgo o Paesi Bassi — dovranno verificare il nuovo requisito di reddito tenendo conto delle differenze tra lordo e netto.
Guardando al futuro, la Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni ha annunciato che monitorerà l’impatto dell’aumento della tassa sul numero di domande e potrebbe valutare riduzioni graduali per categorie vulnerabili. Nel frattempo, i fornitori di servizi di relocation consigliano ai dipendenti già idonei alla naturalizzazione di presentare domanda entro il 30 aprile, quando la prima indicizzazione all’inflazione dovrebbe portare la tassa oltre i 1.020 euro.
L’aumento della tassa di cittadinanza è giustificato dal governo come misura per scoraggiare le domande “transazionali” e per coprire i costi reali di gestione di pratiche sempre più complesse. I sostenitori sottolineano che il Belgio è stato a lungo un’eccezione tra i paesi dell’Europa occidentale per i bassi costi di naturalizzazione; la nuova tariffa di 1.000 euro si allinea ora a quella di Paesi Bassi (945 euro) e Francia (630 euro). I critici, tra cui ONG per i diritti dei migranti e associazioni imprenditoriali di Bruxelles, temono che l’aumento colpisca soprattutto i cittadini di paesi terzi a basso reddito e possa rallentare l’integrazione di residenti di lungo periodo che necessitano del passaporto belga per ruoli con frequenti viaggi.
Per i datori di lavoro, la vera novità è la revisione dei requisiti per il ricongiungimento familiare. Gli sponsor devono ora dimostrare un reddito netto mensile pari ad almeno il 110% del salario minimo garantito — attualmente 1.960 euro — più il 10% per ogni familiare a carico aggiuntivo. I rifugiati riconosciuti mantengono un’esenzione limitata, ma solo per i primi sei mesi dal riconoscimento dello status (in calo da un anno). I beneficiari di protezione sussidiaria devono invece attendere due anni pieni prima di poter richiedere il ricongiungimento. Inoltre, l’età minima per il ricongiungimento coniugale sale da 18 a 21 anni.
I responsabili della mobilità internazionale dovranno prevedere tempi più lunghi e budget più elevati. I team HR che assistono i dipendenti nel passaggio a contratti locali spesso sincronizzano le domande di residenza permanente o cittadinanza con i cicli di promozione; la tassa a quattro cifre potrebbe ora richiedere l’approvazione preventiva dei responsabili di centro di costo. Le aziende che si affidano alla mobilità familiare intra-UE — in particolare quelle che ruotano specialisti da Lussemburgo o Paesi Bassi — dovranno verificare il nuovo requisito di reddito tenendo conto delle differenze tra lordo e netto.
Guardando al futuro, la Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni ha annunciato che monitorerà l’impatto dell’aumento della tassa sul numero di domande e potrebbe valutare riduzioni graduali per categorie vulnerabili. Nel frattempo, i fornitori di servizi di relocation consigliano ai dipendenti già idonei alla naturalizzazione di presentare domanda entro il 30 aprile, quando la prima indicizzazione all’inflazione dovrebbe portare la tassa oltre i 1.020 euro.