
Nuovi dati governativi analizzati dall’agenzia indiana Pragativadi il 23 febbraio mostrano che il numero di permessi di studio canadesi concessi ai cittadini indiani è quasi dimezzato nel 2025 rispetto al 2024, passando da circa 225.000 a 118.000 approvazioni. Questo calo segue la decisione di Ottawa, presa lo scorso ottobre, di imporre un tetto nazionale di 408.000 nuovi studenti internazionali per il 2026 e di contrastare i college privati “fantasma”.
L’India resta il principale mercato di origine degli studenti in Canada, rappresentando circa il 34% del totale dei titolari di permessi, ma la brusca contrazione si fa già sentire in Ontario e nel Canada Atlantico, dove i college dipendono fortemente dalle iscrizioni sud-asiatiche. Diverse istituzioni hanno congelato il lancio di nuovi programmi e stanno riallocando i budget di marketing verso l’America Latina e l’Africa francofona.
I consulenti per l’immigrazione attribuiscono parte del calo all’aumento dei tassi di rifiuto legati ai controlli di sostenibilità finanziaria e ai disordini locali causati dalla disputa diplomatica dello scorso anno tra Ottawa e Nuova Delhi. I tempi di elaborazione dei visti per l’India sono ora in media di 11 settimane, rispetto alle 6 di un anno fa.
Dal punto di vista dei datori di lavoro, un flusso ridotto di laureati indiani potrebbe restringere l’offerta di talenti STEM entry-level disponibili per tirocini co-op e assunzioni con il Permesso di Lavoro Post-Laurea nel 2027-28. Le aziende dovrebbero diversificare le strategie di reclutamento universitario e considerare stage in modalità remote-first per accedere a candidati globali.
L’India resta il principale mercato di origine degli studenti in Canada, rappresentando circa il 34% del totale dei titolari di permessi, ma la brusca contrazione si fa già sentire in Ontario e nel Canada Atlantico, dove i college dipendono fortemente dalle iscrizioni sud-asiatiche. Diverse istituzioni hanno congelato il lancio di nuovi programmi e stanno riallocando i budget di marketing verso l’America Latina e l’Africa francofona.
I consulenti per l’immigrazione attribuiscono parte del calo all’aumento dei tassi di rifiuto legati ai controlli di sostenibilità finanziaria e ai disordini locali causati dalla disputa diplomatica dello scorso anno tra Ottawa e Nuova Delhi. I tempi di elaborazione dei visti per l’India sono ora in media di 11 settimane, rispetto alle 6 di un anno fa.
Dal punto di vista dei datori di lavoro, un flusso ridotto di laureati indiani potrebbe restringere l’offerta di talenti STEM entry-level disponibili per tirocini co-op e assunzioni con il Permesso di Lavoro Post-Laurea nel 2027-28. Le aziende dovrebbero diversificare le strategie di reclutamento universitario e considerare stage in modalità remote-first per accedere a candidati globali.
Fonte: Pragativadi
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