
Un coro crescente di economisti ed esperti di politiche avverte che il piano della premier dell’Alberta, Danielle Smith, di tenere un referendum a ottobre per inasprire le regole sull’immigrazione potrebbe compromettere l’agenda di crescita della provincia. In interviste a Global News pubblicate il 23 febbraio, gli analisti hanno sottolineato che incolpare i nuovi arrivati per le pressioni fiscali ignora la carenza di manodopera che minaccia settori chiave come i servizi energetici e l’agroalimentare.
Il Partito Conservatore Unito di Smith ha elaborato nove quesiti referendari, tra cui proposte per limitare le nomine provinciali e condizionare i finanziamenti per l’integrazione al reddito dei nuovi arrivati. I sostenitori affermano che queste misure “garantiranno che gli immigrati contribuiscano equamente”, ma i critici replicano che questo tipo di retorica rischia di scoraggiare i talenti internazionali necessari per la pipeline di progetti da 20 miliardi di dollari della provincia.
Il tasso di disoccupazione in Alberta è al 4,9%, sotto la media nazionale, e la provincia fatica già a trovare personale sanitario nelle aree rurali. Il Business Council of Alberta ha avvertito che “strumentalizzare l’immigrazione per guadagni politici a breve termine” potrebbe spingere i lavoratori qualificati a scegliere la Columbia Britannica o il Saskatchewan.
Per i datori di lavoro che si affidano all’AAIP o al Programma per Lavoratori Stranieri Temporanei, l’incertezza potrebbe complicare la pianificazione della forza lavoro. Molti stanno accelerando le sponsorizzazioni per la residenza permanente per assicurarsi i talenti prima che la campagna referendaria si intensifichi. Questo episodio evidenzia come la politica subnazionale possa rapidamente influenzare le strategie di mobilità globale.
Il Partito Conservatore Unito di Smith ha elaborato nove quesiti referendari, tra cui proposte per limitare le nomine provinciali e condizionare i finanziamenti per l’integrazione al reddito dei nuovi arrivati. I sostenitori affermano che queste misure “garantiranno che gli immigrati contribuiscano equamente”, ma i critici replicano che questo tipo di retorica rischia di scoraggiare i talenti internazionali necessari per la pipeline di progetti da 20 miliardi di dollari della provincia.
Il tasso di disoccupazione in Alberta è al 4,9%, sotto la media nazionale, e la provincia fatica già a trovare personale sanitario nelle aree rurali. Il Business Council of Alberta ha avvertito che “strumentalizzare l’immigrazione per guadagni politici a breve termine” potrebbe spingere i lavoratori qualificati a scegliere la Columbia Britannica o il Saskatchewan.
Per i datori di lavoro che si affidano all’AAIP o al Programma per Lavoratori Stranieri Temporanei, l’incertezza potrebbe complicare la pianificazione della forza lavoro. Molti stanno accelerando le sponsorizzazioni per la residenza permanente per assicurarsi i talenti prima che la campagna referendaria si intensifichi. Questo episodio evidenzia come la politica subnazionale possa rapidamente influenzare le strategie di mobilità globale.
Fonte: Global News
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