
Il commercio elettronico transfrontaliero verso la Francia diventa più costoso. Dal 1° marzo 2026, ogni pacco del valore inferiore a 150 € spedito da fuori dall’Unione Europea sarà soggetto a una tassa fissa di 2 €, a carico del mittente e solitamente trasferita all’acquirente al momento del pagamento. La misura, inserita all’articolo 34 della Legge di Bilancio 2026, mira a ridurre l’ondata di spedizioni di fast fashion e gadget – spesso dichiarati a valori artificialmente bassi – che congestionano la dogana e danneggiano i rivenditori nazionali.
Per i professionisti della mobilità internazionale, la preoccupazione immediata riguarda le importazioni personali da parte del personale espatriato: i team di trasferimento aziendale spesso spediscono SIM, laptop sostitutivi o piccoli articoli difficili da reperire in Francia. I fornitori logistici segnalano che corrieri espressi come DHL e UPS hanno già aggiornato i sistemi di fatturazione per includere automaticamente il sovrapprezzo. Il mancato pagamento anticipato può ritardare lo sdoganamento presso il centro doganale di La Poste, aggiungendo 24-48 ore alla consegna.
La tassa è temporanea e scadrà il 31 dicembre 2026, quando Bruxelles dovrebbe introdurre un’imposta europea sulle spedizioni leggere. La Francia prevede di raccogliere 180 milioni di euro, destinati a potenziare la digitalizzazione delle dogane, in linea con il sistema europeo Import Control System 2 (ICS2) e il futuro pacchetto IVA per l’e-commerce.
I dipartimenti viaggi d’affari dovrebbero informare i dipendenti che ordinano pezzi di ricambio o accessori tecnologici durante i viaggi: gli ordini effettuati il venerdì per una riunione del lunedì potrebbero non arrivare in tempo senza spedizioni premium. Le aziende che gestiscono indennità per espatriati “cashless” dovrebbero rivedere le tariffe giornaliere, poiché il personale potrebbe affrontare costi maggiori per ordini essenziali dall’estero.
Le piattaforme di vendita al dettaglio hanno iniziato ad adeguarsi. Shein e Temu, di proprietà cinese e principali bersagli della riforma, hanno pubblicato avvisi per informare i clienti francesi di piccoli aumenti di prezzo. Amazon USA ha comunicato che i venditori Marketplace devono mostrare chiaramente la tassa per rispettare le norme a tutela dei consumatori. In caso contrario, si rischiano multe fino a 15.000 € per inserzione, secondo le sanzioni della DGCCRF francese.
Per i professionisti della mobilità internazionale, la preoccupazione immediata riguarda le importazioni personali da parte del personale espatriato: i team di trasferimento aziendale spesso spediscono SIM, laptop sostitutivi o piccoli articoli difficili da reperire in Francia. I fornitori logistici segnalano che corrieri espressi come DHL e UPS hanno già aggiornato i sistemi di fatturazione per includere automaticamente il sovrapprezzo. Il mancato pagamento anticipato può ritardare lo sdoganamento presso il centro doganale di La Poste, aggiungendo 24-48 ore alla consegna.
La tassa è temporanea e scadrà il 31 dicembre 2026, quando Bruxelles dovrebbe introdurre un’imposta europea sulle spedizioni leggere. La Francia prevede di raccogliere 180 milioni di euro, destinati a potenziare la digitalizzazione delle dogane, in linea con il sistema europeo Import Control System 2 (ICS2) e il futuro pacchetto IVA per l’e-commerce.
I dipartimenti viaggi d’affari dovrebbero informare i dipendenti che ordinano pezzi di ricambio o accessori tecnologici durante i viaggi: gli ordini effettuati il venerdì per una riunione del lunedì potrebbero non arrivare in tempo senza spedizioni premium. Le aziende che gestiscono indennità per espatriati “cashless” dovrebbero rivedere le tariffe giornaliere, poiché il personale potrebbe affrontare costi maggiori per ordini essenziali dall’estero.
Le piattaforme di vendita al dettaglio hanno iniziato ad adeguarsi. Shein e Temu, di proprietà cinese e principali bersagli della riforma, hanno pubblicato avvisi per informare i clienti francesi di piccoli aumenti di prezzo. Amazon USA ha comunicato che i venditori Marketplace devono mostrare chiaramente la tassa per rispettare le norme a tutela dei consumatori. In caso contrario, si rischiano multe fino a 15.000 € per inserzione, secondo le sanzioni della DGCCRF francese.
Fonte: The Connexion
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