
Il Dipartimento per l'Immigrazione di Cipro ha chiuso improvvisamente la finestra transitoria che permetteva agli investitori di richiedere il Permesso di Immigrazione secondo il Regolamento 6(2) utilizzando i criteri più permissivi del 2021. In una circolare del 3 marzo, entrata in vigore il 6 marzo, il ministero ha stabilito che le domande devono da ora in poi rispettare le soglie finanziarie più rigorose e le regole di verifica dei precedenti introdotte lo scorso anno. Il Regolamento 6(2) rappresenta la principale via “fast-track” per il soggiorno a Cipro, molto apprezzata da imprenditori extra-UE e fondatori di startup remote-first che stabiliscono le loro attività sull’isola.
Con il vecchio regime, gli investitori dovevano investire 300.000 euro in immobili, titoli di Stato o società locali; la revisione del 2025 ha innalzato la soglia a 500.000 euro e ha introdotto controlli obbligatori sulla provenienza dei fondi e requisiti di assicurazione sanitaria per i familiari a carico. Le autorità avevano inizialmente previsto un periodo di tolleranza di sei mesi per le domande in corso, ma l’adesione ha superato di gran lunga le aspettative, mettendo sotto pressione le risorse per la conformità. A febbraio, risultavano pendenti oltre 1.250 pratiche, triplicando la capacità mensile di elaborazione.
Ora i funzionari intendono “azzerare” la coda per allinearla alla nuova metodologia basata sul rischio, conforme alle direttive UE antiriciclaggio. Gli studi legali consigliano ai clienti con pratiche incomplete di ristrutturare rapidamente i piani di investimento o di valutare il visto Start-up e il visto Digital Nomad, che restano invariati. Le aziende che trasferiscono personale senior dovranno prevedere impegni finanziari maggiori per i familiari accompagnatori.
Questo cambio di politica segnala la volontà di Cipro di abbandonare l’immagine di lassismo che ha caratterizzato il suo ormai cessato programma di cittadinanza per investimento. Tuttavia, gli operatori avvertono che modifiche così improvvise potrebbero compromettere l’attrattività dell’isola proprio nel momento in cui cerca di attrarre investimenti esteri sostenibili e orientati all’innovazione.
Con il vecchio regime, gli investitori dovevano investire 300.000 euro in immobili, titoli di Stato o società locali; la revisione del 2025 ha innalzato la soglia a 500.000 euro e ha introdotto controlli obbligatori sulla provenienza dei fondi e requisiti di assicurazione sanitaria per i familiari a carico. Le autorità avevano inizialmente previsto un periodo di tolleranza di sei mesi per le domande in corso, ma l’adesione ha superato di gran lunga le aspettative, mettendo sotto pressione le risorse per la conformità. A febbraio, risultavano pendenti oltre 1.250 pratiche, triplicando la capacità mensile di elaborazione.
Ora i funzionari intendono “azzerare” la coda per allinearla alla nuova metodologia basata sul rischio, conforme alle direttive UE antiriciclaggio. Gli studi legali consigliano ai clienti con pratiche incomplete di ristrutturare rapidamente i piani di investimento o di valutare il visto Start-up e il visto Digital Nomad, che restano invariati. Le aziende che trasferiscono personale senior dovranno prevedere impegni finanziari maggiori per i familiari accompagnatori.
Questo cambio di politica segnala la volontà di Cipro di abbandonare l’immagine di lassismo che ha caratterizzato il suo ormai cessato programma di cittadinanza per investimento. Tuttavia, gli operatori avvertono che modifiche così improvvise potrebbero compromettere l’attrattività dell’isola proprio nel momento in cui cerca di attrarre investimenti esteri sostenibili e orientati all’innovazione.
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