
L’Austria ha raggiunto una tappa importante nel processo di modernizzazione delle sue frontiere esterne il 7 marzo 2026, quando il Ministero dell’Interno ha annunciato che oltre 408.000 viaggiatori provenienti da paesi terzi sono stati registrati tramite il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE presso l’Aeroporto Internazionale di Vienna. Il dato, che corrisponde a una media di 3.500 registrazioni al giorno, è stato reso noto in un comunicato nel weekend, definendo il progetto pilota un “chiaro successo per la sicurezza e la comodità dei passeggeri”.
L’EES sostituisce il vecchio sistema manuale di timbratura dei passaporti con una piattaforma automatizzata che acquisisce impronte digitali biometriche, immagini facciali e dati dei documenti di viaggio, archiviandoli in un database Schengen gestito da eu-LISA. L’Austria ha avviato le prove operative a metà ottobre 2025, ampliando progressivamente il numero di chioschi self-service e varchi elettronici nelle aree partenze e arrivi.
Secondo la direzione aeroportuale, i tempi di controllo per i passeggeri conformi sono diminuiti fino al 40%, permettendo agli agenti di concentrarsi su casi ad alto rischio come documenti falsificati e soggiorni irregolari. Il Ministero ha confermato che il sistema sarà pienamente operativo in tutti gli aeroporti internazionali austriaci — Vienna, Salisburgo, Innsbruck, Graz, Linz e Klagenfurt — entro il 10 aprile 2026, anticipando la scadenza legale dell’UE.
I controlli alle frontiere terrestri con Slovenia, Ungheria e Slovacchia saranno implementati gradualmente durante l’estate, in coordinamento con gli stati confinanti. Per i datori di lavoro multinazionali, il cambiamento rappresenta più di un semplice aggiornamento tecnologico: l’EES calcolerà automaticamente il limite di 90 giorni su 180 per ogni cittadino non UE nell’area Schengen, segnalando infrazioni prima non rilevate.
I team dedicati alla mobilità e ai viaggi dovranno monitorare i modelli di soggiorno breve, informare i viaggiatori frequenti sull’importanza di fornire dati precisi al primo ingresso e aggiornare le informative sulla privacy per includere il nuovo trattamento biometrico. Anche i fornitori di servizi di viaggio si stanno adeguando: le compagnie aeree che operano su Vienna ora caricano in anticipo i dati dei passaporti nelle loro piattaforme DCS, mentre le principali catene alberghiere collegano le app di check-in alle Credenziali di Viaggio Digitali UE.
Le associazioni di settore IATA e GBTA hanno elogiato l’Austria per l’adozione anticipata, ma hanno invitato Bruxelles a sincronizzare l’EES con l’autorizzazione di viaggio ETIAS, il cui lancio è stato posticipato, per evitare un “secondo livello di controlli” nei periodi di picco. La comunicazione rivolta ai passeggeri si intensificherà nelle prossime settimane, con segnaletica, notifiche push e video multilingue che spiegheranno come scansionare i passaporti e fornire quattro impronte digitali.
Il Ministero dell’Interno assicura che saranno disponibili corsie di assistenza speciale per i viaggiatori che non possono utilizzare i chioschi self-service, inclusi i bambini sotto i 12 anni e i passeggeri con mobilità ridotta.
L’EES sostituisce il vecchio sistema manuale di timbratura dei passaporti con una piattaforma automatizzata che acquisisce impronte digitali biometriche, immagini facciali e dati dei documenti di viaggio, archiviandoli in un database Schengen gestito da eu-LISA. L’Austria ha avviato le prove operative a metà ottobre 2025, ampliando progressivamente il numero di chioschi self-service e varchi elettronici nelle aree partenze e arrivi.
Secondo la direzione aeroportuale, i tempi di controllo per i passeggeri conformi sono diminuiti fino al 40%, permettendo agli agenti di concentrarsi su casi ad alto rischio come documenti falsificati e soggiorni irregolari. Il Ministero ha confermato che il sistema sarà pienamente operativo in tutti gli aeroporti internazionali austriaci — Vienna, Salisburgo, Innsbruck, Graz, Linz e Klagenfurt — entro il 10 aprile 2026, anticipando la scadenza legale dell’UE.
I controlli alle frontiere terrestri con Slovenia, Ungheria e Slovacchia saranno implementati gradualmente durante l’estate, in coordinamento con gli stati confinanti. Per i datori di lavoro multinazionali, il cambiamento rappresenta più di un semplice aggiornamento tecnologico: l’EES calcolerà automaticamente il limite di 90 giorni su 180 per ogni cittadino non UE nell’area Schengen, segnalando infrazioni prima non rilevate.
I team dedicati alla mobilità e ai viaggi dovranno monitorare i modelli di soggiorno breve, informare i viaggiatori frequenti sull’importanza di fornire dati precisi al primo ingresso e aggiornare le informative sulla privacy per includere il nuovo trattamento biometrico. Anche i fornitori di servizi di viaggio si stanno adeguando: le compagnie aeree che operano su Vienna ora caricano in anticipo i dati dei passaporti nelle loro piattaforme DCS, mentre le principali catene alberghiere collegano le app di check-in alle Credenziali di Viaggio Digitali UE.
Le associazioni di settore IATA e GBTA hanno elogiato l’Austria per l’adozione anticipata, ma hanno invitato Bruxelles a sincronizzare l’EES con l’autorizzazione di viaggio ETIAS, il cui lancio è stato posticipato, per evitare un “secondo livello di controlli” nei periodi di picco. La comunicazione rivolta ai passeggeri si intensificherà nelle prossime settimane, con segnaletica, notifiche push e video multilingue che spiegheranno come scansionare i passaporti e fornire quattro impronte digitali.
Il Ministero dell’Interno assicura che saranno disponibili corsie di assistenza speciale per i viaggiatori che non possono utilizzare i chioschi self-service, inclusi i bambini sotto i 12 anni e i passeggeri con mobilità ridotta.
Fonte: ORF (Lower Austria edition)
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