
L'Agenzia dei Servizi di Frontiera del Canada (CBSA) ha imposto una Sospensione Amministrativa delle Espulsioni (ADR) verso Israele e Libano, valida dal 7 marzo 2026. Secondo il Regolamento sull'Immigrazione e la Protezione dei Rifugiati, l'ADR viene applicata quando violenze diffuse, disastri naturali o altre circostanze straordinarie rappresentano una minaccia generalizzata per i civili.
La misura implica che le persone con ordini di espulsione esecutivi verso uno dei due paesi non saranno deportate finché le condizioni non saranno considerate sicure. Rimangono eccezioni per chi è ritenuto inadmissibile per motivi come gravi reati penali o questioni di sicurezza nazionale.
La decisione arriva dopo settimane di intensi lanci di razzi transfrontalieri e attacchi di rappresaglia che hanno interrotto il traffico aereo civile, chiuso scuole e causato migliaia di sfollati in entrambi i paesi. Organizzazioni per i diritti umani avevano sollecitato Ottawa a intervenire, avvertendo che il rimpatrio dei richiedenti respinti potrebbe esporli a “pericoli gravi”.
Per i responsabili della mobilità globale, questa pausa elimina il rischio immediato di espulsione per i lavoratori israeliani e libanesi che hanno esaurito tutti i ricorsi, offrendo tempo per valutare opzioni di ripristino dello status o di residenza permanente sponsorizzata dal datore di lavoro. Tuttavia, i datori di lavoro devono mantenere aggiornati i documenti: una volta revocata l’ADR, le espulsioni riprenderanno rapidamente.
Le statistiche della CBSA mostrano che nel 2025 il Canada ha espulso oltre 22.500 persone, circa 400 a settimana. L’agenzia sottolinea che il suo “Piano di Frontiera” da 30,4 milioni di dollari punta a 20.000 espulsioni annue nel 2026-27, evidenziando che l’ADR è una sospensione temporanea, non una soluzione definitiva.
La misura implica che le persone con ordini di espulsione esecutivi verso uno dei due paesi non saranno deportate finché le condizioni non saranno considerate sicure. Rimangono eccezioni per chi è ritenuto inadmissibile per motivi come gravi reati penali o questioni di sicurezza nazionale.
La decisione arriva dopo settimane di intensi lanci di razzi transfrontalieri e attacchi di rappresaglia che hanno interrotto il traffico aereo civile, chiuso scuole e causato migliaia di sfollati in entrambi i paesi. Organizzazioni per i diritti umani avevano sollecitato Ottawa a intervenire, avvertendo che il rimpatrio dei richiedenti respinti potrebbe esporli a “pericoli gravi”.
Per i responsabili della mobilità globale, questa pausa elimina il rischio immediato di espulsione per i lavoratori israeliani e libanesi che hanno esaurito tutti i ricorsi, offrendo tempo per valutare opzioni di ripristino dello status o di residenza permanente sponsorizzata dal datore di lavoro. Tuttavia, i datori di lavoro devono mantenere aggiornati i documenti: una volta revocata l’ADR, le espulsioni riprenderanno rapidamente.
Le statistiche della CBSA mostrano che nel 2025 il Canada ha espulso oltre 22.500 persone, circa 400 a settimana. L’agenzia sottolinea che il suo “Piano di Frontiera” da 30,4 milioni di dollari punta a 20.000 espulsioni annue nel 2026-27, evidenziando che l’ADR è una sospensione temporanea, non una soluzione definitiva.
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