
Un articolo in prima pagina su Indian Express del 10 marzo ha rivelato che il Ministero degli Interni (MHA) ha modificato silenziosamente le linee guida del Look Out Circular (LOC), vietando agli enti statutari privi di poteri di indagine penale—come il National Company Law Tribunal (NCLT) o la National Commission for Women—di richiedere direttamente al Bureau of Immigration (BoI) di fermare i viaggiatori negli aeroporti. Ora tutte queste entità devono inoltrare le richieste tramite agenzie di polizia autorizzate. La circolare del MHA, inviata ai capi della polizia e ai servizi di intelligence il mese scorso ma resa pubblica solo ora, prevede tre codici di azione standard: “trattenere e informare l’ente richiedente”, “impedire la partenza e informare l’ente richiedente” e “vedere le osservazioni per l’azione”. Le unità di intelligence possono usare la formula aperta “vedere le osservazioni” solo per scopi antiterrorismo. L’aggiornamento arriva dopo le critiche per l’esplosione di LOC ad hoc che ostacolavano i viaggi d’affari legittimi; a inizio 2026 erano attivi quasi 44.000 circular negli aeroporti indiani. Per i responsabili della mobilità globale il cambiamento è positivo. Dipendenti o dirigenti in visita coinvolti in controversie civili commerciali—come casi di fallimento davanti al NCLT—non saranno più soggetti a divieti di viaggio improvvisi a meno che la polizia non verifichi la richiesta e riscontri motivi penali. Le politiche di mobilità dovrebbero essere aggiornate per includere un controllo preliminare al BoI prima di viaggi di personale di alto livello, dato che il database LOC non è pubblico e le richieste di rimozione devono comunque essere presentate dall’ente originario. Gli studi legali sottolineano che le nuove regole semplificano anche le procedure di uscita per i cittadini stranieri. In precedenza, anche enti regolatori senza poteri di polizia potevano attivare un LOC, causando a volte il divieto di imbarco per assegnati stranieri a causa di controversie minori su tasse o diritto del lavoro. D’ora in poi, solo agenzie investigative o tribunali potranno avviare tali azioni, riducendo i rischi reputazionali per le multinazionali operanti in India.
Fonte: The Indian Express
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