
La Polonia ha trasferito unità di ingegneria pesante e oltre 5.000 soldati nel voivodato di Podlaskie dopo che il Ministero dell’Interno ha dato il via libera alla costruzione di una nuova recinzione in rete d’acciaio alta quattro metri lungo i tratti più vulnerabili dei 418 chilometri di confine con la Bielorussia. I lavori erano stati rinviati due volte a causa delle condizioni invernali estreme, ma l’11 marzo il comandante della Guardia di Frontiera, Sławomir Klekotka, ha confermato che le squadre di costruzione sono ora operative e che i materiali sono stati stoccati nei depositi logistici vicino a Kuźnica e Czeremcha. La barriera sarà coronata da doppie spirali di filo spinato e protetta sul lato della fauna da una recinzione separata di due metri per evitare danni agli animali. La nuova struttura fa parte del pacchetto infrastrutturale da 10 miliardi di PLN denominato “Scudo Orientale”, approvato dopo la crisi migratoria del 2021-22, che Varsavia definisce una forma di guerra ibrida orchestrata da Minsk e Mosca. Il muro elettronico esistente di 186 km, completato nel 2022, ha ridotto del 90% gli attraversamenti illegali, ma le autorità segnalano che i contrabbandieri si sono spostati verso i tratti fluviali non recintati e hanno iniziato a usare droni a basso costo per il trasporto di merci illecite. La recinzione rinforzata sarà quindi integrata con radar anti-drone e telecamere termiche già in fase di installazione nell’ambito di un programma parallelo anti-UAV da 8 miliardi di PLN. Per i datori di lavoro multinazionali il progetto comporta implicazioni operative immediate. I spedizionieri sono stati avvertiti di aspettarsi tempi di attesa più lunghi ai valichi autorizzati rimasti (Kuźnica e Bobrowniki sono ora riservati solo al trasporto merci). Diversi vettori, tra cui DHL Freight e DSV, hanno già deviato carichi di alto valore attraverso la Lituania per evitare possibili proteste e rallentamenti nei lavori. I viaggiatori d’affari con permessi di traffico locale dovranno affrontare deviazioni fino a 120 km fino all’installazione di cancelli pedonali temporanei prevista per questa primavera. Le ONG per i diritti umani temono che la nuova recinzione ostacolerà l’accesso alle procedure d’asilo, evidenziando il regolamento governativo di marzo 2025 che limita ancora il diritto di presentare richieste di protezione lungo la linea bielorussa. Il Ministero dell’Interno replica che entro luglio 2026 saranno aperti sei “punti di accesso al confine” riscaldati con cabine per videoconferenze per colloqui d’asilo a distanza. Resta da vedere se ciò sarà sufficiente per Bruxelles: la Commissione Europea sta valutando la conformità della Polonia al Codice delle Frontiere di Schengen e potrebbe avviare procedure d’infrazione se non saranno rispettate le garanzie minime. Da una prospettiva più ampia di rischio mobilità, lo Scudo Orientale sottolinea come le tensioni geopolitiche stiano rimodellando la logistica dei viaggi in Europa Centrale. Le aziende dovrebbero aggiornare i piani di evacuazione d’emergenza per gli espatriati nell’est della Polonia, rivedere i programmi di trasporto su strada e ricordare ai lavoratori distaccati che l’ingresso non autorizzato nella zona cuscinetto comporta ora multe fino a 15.000 PLN (circa 3.300 euro).
Fonte: UNITED24 Media
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