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La Commissione del Parlamento Europeo approva un nuovo sistema di rimpatrio per migranti irregolari

mar 10, 2026
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La Commissione del Parlamento Europeo approva un nuovo sistema di rimpatrio per migranti irregolari
Il Comitato per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni (LIBE) del Parlamento Europeo ha tenuto una sessione straordinaria serale a Strasburgo il 9 marzo 2026, votando a favore di una riforma radicale delle norme UE sul rimpatrio dei cittadini di paesi terzi privi di diritto legale di soggiorno nell’Unione. Il progetto di relazione, guidato dall’eurodeputato olandese Malik Azmani, prevede l’abrogazione della Direttiva sul Rimpatrio del 2008 e la sostituzione dell’attuale mosaico di pratiche nazionali con una procedura unica e armonizzata che tutti gli Stati membri, inclusa la Polonia, saranno obbligati a seguire.

Secondo la proposta, le autorità nazionali adotteranno una decisione amministrativa semplificata per porre fine al soggiorno legale di una persona e avviare il processo di rimpatrio, accorciando l’attuale sistema articolato in più fasi e riducendo le possibilità di ricorsi prolungati. Gli Stati membri avranno nuovi strumenti, come i divieti di ingresso a livello UE collegati al Sistema d’Informazione di Schengen, per impedire che chi ignora gli ordini di partenza si sposti semplicemente in un paese vicino.

La Commissione del Parlamento Europeo approva un nuovo sistema di rimpatrio per migranti irregolari


Contemporaneamente, gli eurodeputati hanno inserito garanzie che prevedono valutazioni individuali e accesso garantito ai servizi essenziali durante la preparazione del rimpatrio, accogliendo le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni della società civile. Per la Polonia, la riforma comporterà la riscrittura di parti della Legge sugli Stranieri e della Legge sulla Protezione del Confine di Stato. Gli agenti della Guardia di Frontiera emetteranno la nuova «decisione integrata di rimpatrio» ai valichi stradali, ferroviari e aeroportuali, mentre l’Ufficio per gli Stranieri dovrà collegare il proprio sistema informatico di gestione dei casi al rinnovato Sistema UE di Gestione dei Casi di Rimpatrio.

La comunità imprenditoriale di Varsavia segue con attenzione, poiché la proposta chiarisce che i titolari di permessi di lavoro validi che perdono l’impiego manterranno un periodo di tolleranza di 60 giorni per trovare una nuova occupazione prima che possa essere emesso un ordine di rimpatrio, un importante margine per le multinazionali che ruotano il personale nelle filiali polacche. Le trattative con il Consiglio dovrebbero iniziare una volta che il Parlamento approverà formalmente il mandato del comitato entro la fine del mese.

Considerando lo slancio politico verso un regime di rimpatrio più severo, ma anche più rapido e giusto, gli avvocati consigliano ai team HR e mobility di verificare ora i flussi di talenti stranieri, assicurarsi che i dati del personale siano completi per poter dimostrare rapidamente la regolarità del soggiorno e prepararsi a un contesto di conformità più digitalizzato e vincolato da scadenze.
Fonte: European Parliament – LIBE draft agenda

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