
La Svizzera sta contando i giorni finali prima che il tanto atteso Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea diventi pienamente obbligatorio nella prima settimana di aprile 2026. La fase pilota di sei mesi, iniziata lo scorso ottobre, sta per concludersi; da ora in poi tutti i cittadini non appartenenti all’UE/-EFTA — inclusi i viaggiatori d’affari che solitamente transitano senza problemi da Zurigo o Ginevra — avranno impronte digitali, un’immagine del volto e i dati del passaporto acquisiti automaticamente al confine. Il timbro manuale sul passaporto sparirà, e i dati alimenteranno un database centrale dell’UE progettato per individuare più rapidamente soggiorni irregolari e frodi d’identità.
L’EES si applica a ogni frontiera esterna di Schengen, quindi per la Svizzera significa gli aeroporti del paese (Zurigo, Ginevra, Basilea-Mulhouse, Berna-Belp, San Gallo-Altenrhein, Lugano e Sion) oltre a qualsiasi punto di controllo internazionale ferroviario o stradale che gestisca cittadini di paesi terzi. I vettori che trasportano lavoratori stranieri devono trasmettere le Informazioni Passeggeri Anticipate (API) corrispondenti ai dati EES, pena multe e negazione dell’imbarco. Gli aeroporti svizzeri hanno trascorso l’inverno installando chioschi self-service e barriere elettroniche “easygate” per evitare code in primavera, ma la polizia federale avverte che le prime settimane “potrebbero sembrare più lente del solito” mentre i viaggiatori frequenti costruiscono il loro profilo biometrico.
Per il personale globalmente mobile, la conseguenza pratica è il tempo. Le aziende che inviano ingegneri o project manager per viaggi di 48 ore in Svizzera — o attraverso il confine aeroportuale svizzero-francese a Ginevra — dovrebbero prevedere almeno 30 minuti in più per l’immigrazione finché il sistema non si stabilizza. I team HR sono inoltre invitati a informare i colleghi in viaggio che ogni set di dati biometrici è valido per tre anni; dopo quattro viaggi brevi il processo si velocizzerà perché il chiosco dovrà solo confermare l’identità.
I cittadini UE subiranno meno cambiamenti: l’Ufficio federale svizzero per la dogana e la sicurezza di frontiera comunica che gli stessi e-gate saranno riconvertiti per facilitare le code UE una volta stabilizzati i flussi di cittadini di paesi terzi. A lungo termine, l’EES è la porta d’accesso a ETIAS, l’autorizzazione elettronica di viaggio da 7 euro che l’UE prevede di lanciare a fine 2026. Quando ETIAS sarà operativo, le multinazionali con sede in Svizzera dovranno verificare che i clienti in visita provenienti da mercati senza visto — come USA, Regno Unito o Singapore — abbiano un’autorizzazione approvata oltre alla registrazione biometrica.
In sintesi: automatizzate i flussi di conformità quest’anno per evitare email frenetiche al momento dell’imbarco il prossimo anno.
L’EES si applica a ogni frontiera esterna di Schengen, quindi per la Svizzera significa gli aeroporti del paese (Zurigo, Ginevra, Basilea-Mulhouse, Berna-Belp, San Gallo-Altenrhein, Lugano e Sion) oltre a qualsiasi punto di controllo internazionale ferroviario o stradale che gestisca cittadini di paesi terzi. I vettori che trasportano lavoratori stranieri devono trasmettere le Informazioni Passeggeri Anticipate (API) corrispondenti ai dati EES, pena multe e negazione dell’imbarco. Gli aeroporti svizzeri hanno trascorso l’inverno installando chioschi self-service e barriere elettroniche “easygate” per evitare code in primavera, ma la polizia federale avverte che le prime settimane “potrebbero sembrare più lente del solito” mentre i viaggiatori frequenti costruiscono il loro profilo biometrico.
Per il personale globalmente mobile, la conseguenza pratica è il tempo. Le aziende che inviano ingegneri o project manager per viaggi di 48 ore in Svizzera — o attraverso il confine aeroportuale svizzero-francese a Ginevra — dovrebbero prevedere almeno 30 minuti in più per l’immigrazione finché il sistema non si stabilizza. I team HR sono inoltre invitati a informare i colleghi in viaggio che ogni set di dati biometrici è valido per tre anni; dopo quattro viaggi brevi il processo si velocizzerà perché il chiosco dovrà solo confermare l’identità.
I cittadini UE subiranno meno cambiamenti: l’Ufficio federale svizzero per la dogana e la sicurezza di frontiera comunica che gli stessi e-gate saranno riconvertiti per facilitare le code UE una volta stabilizzati i flussi di cittadini di paesi terzi. A lungo termine, l’EES è la porta d’accesso a ETIAS, l’autorizzazione elettronica di viaggio da 7 euro che l’UE prevede di lanciare a fine 2026. Quando ETIAS sarà operativo, le multinazionali con sede in Svizzera dovranno verificare che i clienti in visita provenienti da mercati senza visto — come USA, Regno Unito o Singapore — abbiano un’autorizzazione approvata oltre alla registrazione biometrica.
In sintesi: automatizzate i flussi di conformità quest’anno per evitare email frenetiche al momento dell’imbarco il prossimo anno.
Fonte: CHIP / dpa
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