
È iniziato il conto alla rovescia per il Sistema di Entrata-Uscita (EES) dell’Unione Europea: dal 10 aprile 2026 la piattaforma biometrica per il controllo alle frontiere diventerà obbligatoria in tutti i valichi esterni dell’area Schengen, dopo un periodo di transizione di 18 mesi. Un rapporto regionale pubblicato questa mattina dal portale di notizie BL-Portal evidenzia cosa comporterà questo cambiamento per i passeggeri in partenza o in arrivo in Austria tramite Vienna, Salisburgo o ai valichi terrestri con Svizzera e Liechtenstein.
Con l’EES, i cittadini di paesi terzi – inclusi i viaggiatori d’affari provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Australia residenti in Austria – dovranno fornire quattro impronte digitali e un’immagine del volto la prima volta che attraversano una frontiera esterna dell’UE. Nei viaggi successivi, i dati verranno automaticamente confrontati, sostituendo il vecchio sistema del timbro sul passaporto. Il database calcolerà i giorni rimanenti di soggiorno senza visto, segnalerà eventuali sforamenti e condividerà gli allarmi con i servizi di sicurezza.
Fonti della polizia di frontiera austriaca riferiscono alla consulenza Fragomen che sono stati installati chioschi ai gate non Schengen dell’aeroporto di Vienna e il personale sta provando scenari di “picco estivo”. Tuttavia, le autorità prevedono code più lunghe nelle prime settimane, soprattutto per i pendolari aziendali che volano tra Vienna e Londra o utilizzano la via terrestre svizzera a Feldkirch. Le compagnie aeree hanno iniziato a inviare email ai passeggeri consigliando di arrivare 45 minuti prima.
Per le multinazionali, la priorità immediata è informare i dipendenti mobili che possiedono permessi di soggiorno austriaci ma passaporti non UE: un mancato riconoscimento biometrico potrebbe comportare il rifiuto dell’imbarco al check-in. Le aziende dovrebbero inoltre rivedere i programmi dei lavoratori distaccati; i tecnici che si spostano in Medio Oriente via Monaco o Zurigo saranno soggetti all’EES non appena usciranno dall’area Schengen.
Il Ministero dell’Interno ricorda ai viaggiatori che i dati raccolti con l’EES saranno conservati per tre anni e potranno essere consultati dalle forze dell’ordine. Chi ha preoccupazioni sulla privacy può richiedere una copia del proprio record presso qualsiasi comando di polizia in Austria. È in fase di sperimentazione un’app per smartphone, “Travel to Europe”, che permette la preregistrazione biometrica, ma non è ancora disponibile in tedesco.
Con l’EES, i cittadini di paesi terzi – inclusi i viaggiatori d’affari provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Australia residenti in Austria – dovranno fornire quattro impronte digitali e un’immagine del volto la prima volta che attraversano una frontiera esterna dell’UE. Nei viaggi successivi, i dati verranno automaticamente confrontati, sostituendo il vecchio sistema del timbro sul passaporto. Il database calcolerà i giorni rimanenti di soggiorno senza visto, segnalerà eventuali sforamenti e condividerà gli allarmi con i servizi di sicurezza.
Fonti della polizia di frontiera austriaca riferiscono alla consulenza Fragomen che sono stati installati chioschi ai gate non Schengen dell’aeroporto di Vienna e il personale sta provando scenari di “picco estivo”. Tuttavia, le autorità prevedono code più lunghe nelle prime settimane, soprattutto per i pendolari aziendali che volano tra Vienna e Londra o utilizzano la via terrestre svizzera a Feldkirch. Le compagnie aeree hanno iniziato a inviare email ai passeggeri consigliando di arrivare 45 minuti prima.
Per le multinazionali, la priorità immediata è informare i dipendenti mobili che possiedono permessi di soggiorno austriaci ma passaporti non UE: un mancato riconoscimento biometrico potrebbe comportare il rifiuto dell’imbarco al check-in. Le aziende dovrebbero inoltre rivedere i programmi dei lavoratori distaccati; i tecnici che si spostano in Medio Oriente via Monaco o Zurigo saranno soggetti all’EES non appena usciranno dall’area Schengen.
Il Ministero dell’Interno ricorda ai viaggiatori che i dati raccolti con l’EES saranno conservati per tre anni e potranno essere consultati dalle forze dell’ordine. Chi ha preoccupazioni sulla privacy può richiedere una copia del proprio record presso qualsiasi comando di polizia in Austria. È in fase di sperimentazione un’app per smartphone, “Travel to Europe”, che permette la preregistrazione biometrica, ma non è ancora disponibile in tedesco.
Fonte: BL-Portal