
Il Belgio ha raggiunto un accordo migratorio tanto atteso con l'Algeria, volto ad accelerare il rimpatrio dei cittadini algerini che soggiornano oltre il permesso o che ricevono ordini di espulsione. Il Ministro degli Esteri Maxime Prévot e la Ministra per l’Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt hanno firmato l’intesa a Bruxelles il 31 marzo insieme al loro omologo algerino Ahmed Attaf; i dettagli sono stati resi noti il 1° aprile.
Secondo l’accordo, l’Algeria si impegna a identificare i propri cittadini entro 15 giorni dalla richiesta belga e a rilasciare documenti di viaggio validi per 30 giorni, rispetto ai 7 attuali. Il patto consente inoltre più rimpatri per volo e autorizza la presenza di scorte di sicurezza algerine sui voli charter di rimpatrio forzato. Un protocollo complementare concede viaggi senza visto ai titolari di passaporti diplomatici e di servizio, segnalando un rafforzamento delle relazioni bilaterali.
Gli esperti di commercio sottolineano che l’Algeria è il quarto fornitore di gas del Belgio e un mercato emergente per progetti sull’idrogeno che coinvolgono la società di ingegneria John Cockerill, con sede a Leuven. Per il governo belga, l’accordo rappresenta un progresso concreto verso l’obiettivo di aumentare il tasso di esecuzione degli ordini di espulsione dall’attuale 15% al 35% entro il 2027.
Le aziende che assumono talenti algerini con permessi singoli devono considerare che i casi di soggiorno irregolare potrebbero ora essere gestiti più rapidamente, rendendo ancora più cruciale il rispetto delle scadenze per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Le ONG per i diritti umani hanno chiesto trasparenza, sollecitando un monitoraggio per garantire che i rimpatri rispettino le norme internazionali di protezione. I due governi hanno annunciato che un comitato di vigilanza si riunirà trimestralmente ad Algeri e Bruxelles.
Secondo l’accordo, l’Algeria si impegna a identificare i propri cittadini entro 15 giorni dalla richiesta belga e a rilasciare documenti di viaggio validi per 30 giorni, rispetto ai 7 attuali. Il patto consente inoltre più rimpatri per volo e autorizza la presenza di scorte di sicurezza algerine sui voli charter di rimpatrio forzato. Un protocollo complementare concede viaggi senza visto ai titolari di passaporti diplomatici e di servizio, segnalando un rafforzamento delle relazioni bilaterali.
Gli esperti di commercio sottolineano che l’Algeria è il quarto fornitore di gas del Belgio e un mercato emergente per progetti sull’idrogeno che coinvolgono la società di ingegneria John Cockerill, con sede a Leuven. Per il governo belga, l’accordo rappresenta un progresso concreto verso l’obiettivo di aumentare il tasso di esecuzione degli ordini di espulsione dall’attuale 15% al 35% entro il 2027.
Le aziende che assumono talenti algerini con permessi singoli devono considerare che i casi di soggiorno irregolare potrebbero ora essere gestiti più rapidamente, rendendo ancora più cruciale il rispetto delle scadenze per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Le ONG per i diritti umani hanno chiesto trasparenza, sollecitando un monitoraggio per garantire che i rimpatri rispettino le norme internazionali di protezione. I due governi hanno annunciato che un comitato di vigilanza si riunirà trimestralmente ad Algeri e Bruxelles.
Fonte: The Brussels Times
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