
Il Servizio Pubblico Federale (FPS) Interno del Belgio ha discretamente inasprito i requisiti per la naturalizzazione dei cittadini marocchini, introducendo soglie più elevate per l’integrazione linguistica e un periodo minimo di residenza più lungo. Secondo le nuove direttive, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale belga l’8 aprile 2026, i richiedenti dal Marocco devono ora dimostrare un livello A2 in una delle lingue nazionali e cinque anni di residenza legale continuativa (rispetto al precedente A1 e tre anni). I documenti di stato civile emessi in Marocco non possono più essere legalizzati solo a Rabat; devono inoltre riportare un timbro di verifica consolare belga recente, una modifica che, secondo gli avvocati, allungherà di diverse settimane i tempi di preparazione delle pratiche. Le autorità giustificano le nuove regole con “persistenti irregolarità documentali” segnalate dall’Ufficio Immigrazione e con indicatori di integrazione che mostrano una partecipazione al mercato del lavoro inferiore alla media tra i nuovi cittadini marocchini. Le ONG per i diritti umani denunciano invece una discriminazione mirata verso una specifica comunità, avvertendo del rischio di ricorsi per violazione della normativa UE sull’uguaglianza di trattamento. L’ambasciata marocchina a Bruxelles ha richiesto colloqui bilaterali e ha consigliato ai potenziali richiedenti di iniziare subito a raccogliere la documentazione aggiuntiva. Per i datori di lavoro che si basano sui diritti di ricongiungimento familiare legati alla cittadinanza belga, la modifica allunga i tempi. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero rivedere i pacchetti di trasferimento che prevedevano un percorso di naturalizzazione di tre anni, pianificando costi maggiori per traduzioni e legalizzazioni. Anche i consulenti patrimoniali segnalano che la pianificazione fiscale legata alla cittadinanza (ad esempio, la tassa di uscita sui beni globali) subirà ritardi. Praticamente, le domande già presentate sono tutelate: il FPS ha confermato una clausola di salvaguardia per i dossier depositati prima dell’8 aprile. I nuovi fascicoli, invece, devono rispettare la checklist aggiornata; gli appuntamenti consolari a Casablanca e Tangeri sono già prenotati fino a maggio. I datori di lavoro con dipendenti marocchini in scadenza di contratto locale dovrebbero valutare di estendere lo status di permesso unico piuttosto che affidarsi a una naturalizzazione rapida.
Fonte: Brussels Post
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