
Gli esperti di diritto dell’immigrazione dello studio di Bruxelles Altea hanno pubblicato una critica dettagliata a un progetto di dichiarazione politica sulla migrazione che il Consiglio d’Europa intende adottare durante la sua 135ª Sessione Ministeriale a Chișinău, il 14-15 maggio. In un briefing del 5 aprile, la partner Céline Verbrouck sostiene che il testo rischia di indebolire le tutele della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo all’espulsione, agli arrivi di massa e alla gestione offshore delle richieste d’asilo. Il linguaggio attuale della dichiarazione inasprirebbe le soglie di protezione degli articoli 3 e 8, modifiche che, come osserva Verbrouck, richiamano la decisione del Belgio di febbraio di ampliare i motivi per la revoca della cittadinanza. Le autorità nazionali per i diritti umani temono che il governo federale possa usare la formulazione di Chișinău per giustificare il mancato rispetto delle sentenze giudiziarie sull’accoglienza dei richiedenti asilo, problema che ha già spinto il Consiglio di Stato belga a sospendere le istruzioni ministeriali il 27 marzo. Altea avverte le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi che la certezza legale su ricongiungimenti familiari, permessi per motivi medici e residenza a lungo termine potrebbe indebolirsi se la discrezionalità politica prevalesse sulla giurisprudenza della Corte EDU. Lo studio invita i datori di lavoro a monitorare la dichiarazione finale e a prepararsi a un possibile aumento delle controversie legali o a rallentamenti nelle procedure di rilascio dei permessi qualora il Belgio adottasse una linea più rigida. A livello strategico, il dibattito mette in luce le crescenti tensioni tra i sostenitori dello stato di diritto e i governi sotto pressione per contenere l’immigrazione irregolare. La posizione del Belgio sarà attentamente osservata, dato che storicamente ha promosso la Convenzione ma ora è criticato per le carenze nella capacità di accoglienza. I leader della mobilità globale dovrebbero informare i vertici aziendali sul possibile cambio di rotta politico e valutare piani di emergenza, come sedi alternative nell’UE, qualora i canali d’ingresso belgi diventassero più restrittivi dopo la sessione ministeriale di maggio.
Fonte: Altea Lawyers
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