
Il ministro degli Esteri di Trinidad e Tobago, Sean Sobers, ha dichiarato al parlamento che il suo governo sta facendo pressione sul Regno Unito per revocare il recente obbligo di visto imposto ai cittadini di T&T. Parlando l’11 aprile, Sobers ha spiegato che la politica, introdotta lo scorso anno a seguito di un aumento significativo delle richieste di asilo, costa al Regno Unito in media 65.000 sterline per ogni domanda processata nel 2024. Il ministro ha rivelato che i colloqui bilaterali sono proseguiti fino a marzo e si stanno svolgendo parallelamente a un nuovo Border Information Bill che permetterebbe a Port of Spain di raccogliere e condividere dati sui passeggeri all’interno della CARICOM. I funzionari britannici hanno indicato che i visti resteranno in vigore finché non si registrerà una diminuzione delle richieste di asilo, senza però escludere un possibile allentamento futuro in caso di miglioramento della cooperazione. Per i responsabili della mobilità, la disputa rappresenta un monito: il Regno Unito è pronto a reintrodurre i visti per i paesi i cui cittadini presentano un numero sproporzionato di richieste di asilo, anche se si tratta di stati del Commonwealth con accesso storicamente libero. Le aziende che trasferiscono personale da Trinidad e Tobago devono ora prevedere costi per visti turistici o di lavoro e tempi di attesa più lunghi, monitorando al contempo eventuali cambiamenti normativi derivanti dalle trattative. Se l’obbligo di visto verrà infine revocato, i legami commerciali nei settori dell’energia e dei servizi finanziari potrebbero beneficiare di viaggi a breve termine più rapidi. Fino ad allora, si consiglia alle imprese di monitorare il volume delle domande e di assicurarsi che le lettere di invito specifichino chiaramente l’agenda degli incontri e le prove del ritorno per ridurre il rischio di rifiuto. I diplomatici di entrambe le parti confermano che i colloqui proseguiranno in vista del prossimo forum Regno Unito-Caribbean, ma gli addetti ai lavori avvertono che ogni cambiamento dipenderà da dati affidabili che dimostrino un calo stabile delle richieste di protezione infondate.
Fonte: ImmigrationGPT
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