
Il Ministero dell’Interno tedesco ha emanato un decreto che estende automaticamente lo status di protezione temporanea per gli ucraini in fuga dall’invasione russa fino al 4 marzo 2027. La misura, pubblicata il 13 aprile e basata sulla Direttiva UE 2001/55/CE, elimina l’obbligo per i titolari di permessi ai sensi del §24 della Legge sulla Residenza di recarsi agli uffici stranieri per il rinnovo. Le tessere plastificate esistenti o le lettere A4 di “Fiktionsbescheinigung” restano valide per altri 23 mesi. A febbraio 2026, la Germania ospita circa 1,15 milioni di ucraini sotto questo regime, rappresentando la seconda comunità straniera più numerosa del Paese. Le autorità sottolineano che il rinnovo automatico evita il blocco amministrativo negli uffici stranieri, spesso sotto organico, e libera gli operatori per concentrarsi su chi intende passare a permessi di soggiorno più duraturi, come la Blue Card UE o la nuova Chancenkarte (Carta delle Opportunità). Per i datori di lavoro, la decisione garantisce al personale ucraino l’accesso ininterrotto al mercato del lavoro e ai benefici sociali. I team di mobilità dovrebbero però informare i lavoratori che il periodo sotto protezione temporanea non contribuisce al conteggio dei cinque anni necessari per il permesso di soggiorno permanente; chi punta alla residenza stabile deve quindi cambiare titolo in tempo utile. Le università accolgono con favore la certezza per i 32.000 studenti ucraini iscritti a corsi tedeschi, i cui visti sarebbero altrimenti scaduti a metà semestre. Anche proprietari e assicuratori ottengono chiarezza sulla durata dei contratti. L’estensione allinea Berlino a una probabile proroga a livello UE, ma si distingue per essere stata adottata prima della decisione formale di Bruxelles, segnalando l’intenzione della Germania di restare il principale rifugio europeo per gli ucraini. Le ONG chiedono di continuare a investire nella formazione linguistica e nel riconoscimento professionale, per permettere ai beneficiari di integrarsi nel mercato del lavoro anche dopo il 2027.
Fonte: Mezha
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