
Da oggi, 10 aprile 2026, a partire da mezzanotte, il timbro sul passaporto è un ricordo ai valichi esterni dell’area Schengen. Il nuovo Sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea registra ora impronte digitali, immagini facciali e dati di viaggio di tutti i cittadini di paesi terzi che entrano o escono dal blocco. Questa fase finale conclude un’implementazione durata 18 mesi, iniziata nell’ottobre 2025. La Germania si è distinta come leader nel processo. Secondo dati interni ottenuti da Bild, i valichi tedeschi hanno già registrato 3,5 milioni di transazioni EES e negato l’ingresso a oltre 2.000 viaggiatori identificati come oltre-soggiornanti o rischi per la sicurezza, il doppio rispetto a Francia e Spagna. Il tempo medio di elaborazione negli aeroporti tedeschi è di 30 secondi, contro una media UE di 70 secondi, grazie a 600 nuovi varchi elettronici e chioschi biometrici mobili messi in campo dalla Bundespolizei. Per i team di mobilità aziendale, il cambiamento non è solo tecnico: poiché il “contatore Schengen” residuo viene ora calcolato automaticamente, i soggiorni oltre il limite attiveranno allarmi automatici e potrebbero compromettere future richieste di visto. Le aziende che sponsorizzano frequenti brevi soggiorni devono monitorare in tempo reale il limite di 90 giorni su 180 di ogni dipendente e pianificare i viaggi con anticipo, soprattutto per ruoli che prevedono frequenti spostamenti in Germania per visite ai clienti. Le autorità di frontiera avvertono che nelle prime settimane di piena operatività potrebbero verificarsi code, in particolare a Francoforte e Monaco, dove fino al 60% dei passeggeri extra-UE arriva nelle ore di punta mattutine. Le compagnie aeree sono state invitate a consigliare ai viaggiatori di prevedere tempi supplementari e di caricare in anticipo i dati del passaporto tramite le app delle compagnie, ora collegate alle API dell’EES. Guardando al futuro, l’EES rappresenta la base tecnologica per la prossima autorizzazione di viaggio ETIAS dell’UE, prevista per fine 2026. Le aziende dovrebbero quindi verificare ora i flussi di dati HR e di viaggio per assicurarsi che le informazioni personali raccolte per ETIAS (ad esempio, dati del datore di lavoro, dichiarazioni sul passato penale) non confliggano con quelle già presenti nell’EES, evitando così segnali d’allarme che potrebbero ritardare l’ingresso negli aeroporti e alle frontiere terrestri tedesche.
Fonte: upday / Bild