
Durante la sua 237ª sessione plenaria l'11 aprile 2026, il Bundestag tedesco ha concluso il dibattito in seconda lettura su due disegni di legge collegati: la legge generale sull'immigrazione (Einwanderungsgesetz) e il pacchetto di modifiche alla legge sull'immigrazione dei lavoratori qualificati (Fachkräfteeinwanderungsgesetz). L’obiettivo della coalizione è semplificare i percorsi per i talenti extra-UE in un momento in cui la carenza di manodopera si fa sentire in ingegneria, IT e sanità.
Le principali novità includono la nuova “Opportunity Card”, un permesso di soggiorno di un anno per chi cerca lavoro e raggiunge una soglia di punti basata su qualifiche, conoscenza del tedesco/inglese e età; il riconoscimento automatico di molti titoli professionali esteri; e una riduzione del salario minimo per la Blue Card UE (ora 41.000 euro per le professioni in carenza). I legislatori hanno inoltre approvato procedure più rapide per il ricongiungimento familiare e il rinnovo digitale dei permessi di soggiorno, misure accolte con favore dai team HR multinazionali, spesso frustrati dalla burocrazia cartacea.
I partiti conservatori di opposizione hanno espresso preoccupazioni per possibili incentivi all’immigrazione irregolare, ma le federazioni industriali hanno sottolineato che i dati demografici sono chiari: senza almeno 400.000 immigrati qualificati netti all’anno, la Germania rischia un deficit di 7 milioni di lavoratori entro il 2035.
L’approvazione definitiva, prevista prima della pausa primaverile del Bundestag, permetterà l’entrata in vigore della maggior parte delle modifiche dal 1° luglio 2026, così da consentire alle aziende di reclutare in vista del ciclo autunnale. Per i datori di lavoro, i disegni di legge promettono tempi più brevi: le autorità dovranno decidere sulle domande per la Blue Card entro quattro settimane (contro i 90 giorni attuali) e i laureati stranieri delle università tedesche potranno passare direttamente a ruoli a tempo pieno senza test sul mercato del lavoro.
Gli specialisti della mobilità globale dovrebbero ora rivedere le politiche di assegnazione per sfruttare le nuove concessioni per lavori di progetto a breve termine (fino a 90 giorni in un periodo di 12 mesi senza permesso) e assicurarsi che i sistemi di payroll gestiscano correttamente le implicazioni fiscali legate a regole di ingresso più flessibili.
Se l’approvazione finale procederà senza intoppi, la Germania supererà molti Paesi UE in termini di competitività dei visti, ma la capacità di attuazione – soprattutto negli uffici stranieri e nei consolati, spesso sotto organico – resta la variabile critica da monitorare.
Le principali novità includono la nuova “Opportunity Card”, un permesso di soggiorno di un anno per chi cerca lavoro e raggiunge una soglia di punti basata su qualifiche, conoscenza del tedesco/inglese e età; il riconoscimento automatico di molti titoli professionali esteri; e una riduzione del salario minimo per la Blue Card UE (ora 41.000 euro per le professioni in carenza). I legislatori hanno inoltre approvato procedure più rapide per il ricongiungimento familiare e il rinnovo digitale dei permessi di soggiorno, misure accolte con favore dai team HR multinazionali, spesso frustrati dalla burocrazia cartacea.
I partiti conservatori di opposizione hanno espresso preoccupazioni per possibili incentivi all’immigrazione irregolare, ma le federazioni industriali hanno sottolineato che i dati demografici sono chiari: senza almeno 400.000 immigrati qualificati netti all’anno, la Germania rischia un deficit di 7 milioni di lavoratori entro il 2035.
L’approvazione definitiva, prevista prima della pausa primaverile del Bundestag, permetterà l’entrata in vigore della maggior parte delle modifiche dal 1° luglio 2026, così da consentire alle aziende di reclutare in vista del ciclo autunnale. Per i datori di lavoro, i disegni di legge promettono tempi più brevi: le autorità dovranno decidere sulle domande per la Blue Card entro quattro settimane (contro i 90 giorni attuali) e i laureati stranieri delle università tedesche potranno passare direttamente a ruoli a tempo pieno senza test sul mercato del lavoro.
Gli specialisti della mobilità globale dovrebbero ora rivedere le politiche di assegnazione per sfruttare le nuove concessioni per lavori di progetto a breve termine (fino a 90 giorni in un periodo di 12 mesi senza permesso) e assicurarsi che i sistemi di payroll gestiscano correttamente le implicazioni fiscali legate a regole di ingresso più flessibili.
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Fonte: Deutscher Bundestag
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