
Il governo federale belga ha approvato l’aumento più significativo delle tariffe per la naturalizzazione dal 2012, anno della revisione del codice della nazionalità. Dal 16 aprile 2026, chiunque presenti una domanda standard di cittadinanza presso il proprio comune dovrà pagare 1.000 euro, un incremento di oltre sei volte rispetto ai precedenti 150 euro, tariffa valida da più di un decennio. Questa misura fa parte dell’impegno più ampio della coalizione Arizona per rendere l’immigrazione “ordinata e sostenibile dal punto di vista economico” ed è stata approvata dopo mesi di dibattito parlamentare conclusosi il 15 aprile.
Parallelamente, sono entrate in vigore nuove soglie di reddito per i visti di ricongiungimento familiare. I garanti devono ora dimostrare un reddito netto pari ad almeno il 110% del salario minimo mensile belga (circa 1.820 euro) più un ulteriore 10% per ogni familiare a carico. L’età minima per i partner è stata innalzata da 18 a 21 anni, mentre i rifugiati hanno solo sei mesi, anziché un anno, per richiedere il ricongiungimento senza dover soddisfare il requisito del reddito. I titolari di protezione sussidiaria devono invece attendere obbligatoriamente due anni.
La ministra per la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, sostiene che le riforme “proteggono i bilanci sociali e contrastano gli abusi”, ma le ONG avvertono che limitano il diritto alla vita familiare e colpiscono in modo sproporzionato i migranti a basso reddito.
Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale, la principale preoccupazione è la fidelizzazione del personale. La tassa di 1.000 euro per la cittadinanza, sommata a spese legali e corsi di lingua, potrebbe ritardare il momento in cui i lavoratori stranieri a lungo termine ottengono la cittadinanza belga con pieni diritti di mobilità nell’UE. I team HR sono già chiamati a fornire attestazioni salariali per i dipendenti che intendono sponsorizzare coniugi o figli. Le aziende che puntano su talenti junior o mid-level potrebbero registrare un aumento del turnover se le famiglie non possono ricongiungersi rapidamente. Le università temono che i costi più elevati scoraggino i ricercatori post-dottorato internazionali, che spesso utilizzano la naturalizzazione come via per accedere a finanziamenti di ricerca a livello europeo.
Il governo sostiene che, nonostante l’aumento, il Belgio rimane competitivo rispetto ai paesi vicini: la Francia richiede 55 euro ma impone un colloquio in prefettura e un test di lingua B1; i Paesi Bassi applicano una tassa di 1.023 euro e chiedono un livello A2 di olandese più un esame di integrazione civica; la Germania prevede una tariffa di 400 euro, oltre a otto anni di residenza e un livello B1 di tedesco. Tuttavia, le associazioni sottolineano che il Belgio ora richiede il pagamento anticipato più alto in rapporto al reddito netto medio nell’UE.
Il Consiglio di Stato ha richiesto un rapporto d’impatto entro fine anno per valutare se il numero di naturalizzazioni subirà un calo significativo: nel 2024 Bruxelles ha concesso 60.108 cittadinanze. Tra i consigli pratici per i team di mobilità globale, si raccomanda di prevedere un budget aggiuntivo di 1.000 euro per ogni richiedente adulto, verificare che i comuni accettino solo pagamenti Bancontact o con carta di credito, e preparare tre mesi di buste paga più l’ultima dichiarazione dei redditi per ogni domanda di ricongiungimento familiare. I richiedenti con pratiche già avviate ma non ancora pagate devono saldare la differenza entro 30 giorni, pena il rifiuto della domanda.
Gli osservatori prevedono che la tariffa sarà indicizzata all’inflazione ogni gennaio, potendo superare i 1.100 euro nel 2027 se i prezzi al consumo seguiranno le previsioni della Banca Nazionale. Pur segnando un inasprimento della politica migratoria belga, i migranti qualificati ben preparati troveranno ancora percorsi aperti, a patto di pianificare per tempo e includere i costi maggiori nei pacchetti di trasferimento.
Parallelamente, sono entrate in vigore nuove soglie di reddito per i visti di ricongiungimento familiare. I garanti devono ora dimostrare un reddito netto pari ad almeno il 110% del salario minimo mensile belga (circa 1.820 euro) più un ulteriore 10% per ogni familiare a carico. L’età minima per i partner è stata innalzata da 18 a 21 anni, mentre i rifugiati hanno solo sei mesi, anziché un anno, per richiedere il ricongiungimento senza dover soddisfare il requisito del reddito. I titolari di protezione sussidiaria devono invece attendere obbligatoriamente due anni.
La ministra per la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, sostiene che le riforme “proteggono i bilanci sociali e contrastano gli abusi”, ma le ONG avvertono che limitano il diritto alla vita familiare e colpiscono in modo sproporzionato i migranti a basso reddito.
Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale, la principale preoccupazione è la fidelizzazione del personale. La tassa di 1.000 euro per la cittadinanza, sommata a spese legali e corsi di lingua, potrebbe ritardare il momento in cui i lavoratori stranieri a lungo termine ottengono la cittadinanza belga con pieni diritti di mobilità nell’UE. I team HR sono già chiamati a fornire attestazioni salariali per i dipendenti che intendono sponsorizzare coniugi o figli. Le aziende che puntano su talenti junior o mid-level potrebbero registrare un aumento del turnover se le famiglie non possono ricongiungersi rapidamente. Le università temono che i costi più elevati scoraggino i ricercatori post-dottorato internazionali, che spesso utilizzano la naturalizzazione come via per accedere a finanziamenti di ricerca a livello europeo.
Il governo sostiene che, nonostante l’aumento, il Belgio rimane competitivo rispetto ai paesi vicini: la Francia richiede 55 euro ma impone un colloquio in prefettura e un test di lingua B1; i Paesi Bassi applicano una tassa di 1.023 euro e chiedono un livello A2 di olandese più un esame di integrazione civica; la Germania prevede una tariffa di 400 euro, oltre a otto anni di residenza e un livello B1 di tedesco. Tuttavia, le associazioni sottolineano che il Belgio ora richiede il pagamento anticipato più alto in rapporto al reddito netto medio nell’UE.
Il Consiglio di Stato ha richiesto un rapporto d’impatto entro fine anno per valutare se il numero di naturalizzazioni subirà un calo significativo: nel 2024 Bruxelles ha concesso 60.108 cittadinanze. Tra i consigli pratici per i team di mobilità globale, si raccomanda di prevedere un budget aggiuntivo di 1.000 euro per ogni richiedente adulto, verificare che i comuni accettino solo pagamenti Bancontact o con carta di credito, e preparare tre mesi di buste paga più l’ultima dichiarazione dei redditi per ogni domanda di ricongiungimento familiare. I richiedenti con pratiche già avviate ma non ancora pagate devono saldare la differenza entro 30 giorni, pena il rifiuto della domanda.
Gli osservatori prevedono che la tariffa sarà indicizzata all’inflazione ogni gennaio, potendo superare i 1.100 euro nel 2027 se i prezzi al consumo seguiranno le previsioni della Banca Nazionale. Pur segnando un inasprimento della politica migratoria belga, i migranti qualificati ben preparati troveranno ancora percorsi aperti, a patto di pianificare per tempo e includere i costi maggiori nei pacchetti di trasferimento.
Fonte: TerraTern
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Belgio.Di più da Belgio
Visualizza tutto
Il nuovo sistema di ingresso/uscita dell’UE provoca code di ore negli aeroporti belgi e in altri scali Schengen
L'aeroporto di Bruxelles registra una crescita del 1,9% dei passeggeri a marzo nonostante scioperi e sospensioni dei voli verso il Medio Oriente