
Il 14 aprile il Ministero delle Finanze belga ha pubblicato la Circolare 2026/C/51, fornendo finalmente risposte pratiche alle domande che hanno messo in difficoltà i datori di lavoro da quando il Parlamento ha rivisto retroattivamente, alla fine dello scorso anno, il Regime Fiscale Speciale per i Contribuenti e Ricercatori Inbound. Il regime, apprezzato dalle multinazionali per il tetto al salario imponibile e il rimborso esentasse per il datore di lavoro, è stato modificato aumentando la soglia di esenzione dal 30% al 35%, abolendo il limite di 90.000 € e abbassando la soglia minima salariale da 75.000 € a 70.000 €, con effetto dal 1° gennaio 2025.
La circolare conferma che i dipendenti che hanno iniziato incarichi in Belgio tra il 1° gennaio 2025 e il 9 gennaio 2026, inizialmente esclusi perché con redditi tra 70.000 € e 75.000 €, possono ora richiedere retroattivamente il beneficio, purché la domanda venga presentata entro il 9 aprile 2026. I datori di lavoro possono inoltre rivedere i contratti entro tre mesi (scadenza 1° luglio 2026) per adeguare il rimborso al 35% e correggere le dichiarazioni salariali del 2025.
Il messaggio per i team di mobilità è chiaro: agire rapidamente e coinvolgere il reparto paghe fin da subito. Le aziende che non modificano i contratti o non presentano nuovamente i moduli di ritenuta rischiano di perdere migliaia di euro di risparmi fiscali per ogni assegnato e potrebbero incorrere in sanzioni per ritardi nelle dichiarazioni.
Sul lato positivo, le regole chiarite permettono alle risorse umane di ristrutturare i pacchetti retributivi per mantenere la competitività del Belgio rispetto a Paesi come Paesi Bassi e Germania, pur rispettando gli obiettivi di controllo dei costi. I consulenti fiscali sottolineano che abbassare il salario lordo per mantenere il costo totale neutro, aumentando però l’indennità esentasse, potrebbe influire su maturazione pensionistica e parametri per i bonus. Raccomandano quindi di simulare scenari netti-lordi e documentare le consultazioni con il comitato aziendale, quando richiesto. Ogni modifica contrattuale deve inoltre rispettare i limiti del diritto del lavoro belga sulle modifiche retroattive.
La circolare rappresenta un importante punto di certezza per le multinazionali che pianificano trasferimenti di personale a Bruxelles, Anversa o Gand nel 2026. In un contesto di forte competizione regionale per ricercatori e specialisti tecnologici, le regole chiarite per gli espatriati eliminano un ostacolo significativo alla pianificazione, proprio mentre l’introduzione del visto digitale UE e del Sistema Europeo di Informazione sui Lavoratori (EES) complicano gli aspetti legati alla mobilità internazionale.
La circolare conferma che i dipendenti che hanno iniziato incarichi in Belgio tra il 1° gennaio 2025 e il 9 gennaio 2026, inizialmente esclusi perché con redditi tra 70.000 € e 75.000 €, possono ora richiedere retroattivamente il beneficio, purché la domanda venga presentata entro il 9 aprile 2026. I datori di lavoro possono inoltre rivedere i contratti entro tre mesi (scadenza 1° luglio 2026) per adeguare il rimborso al 35% e correggere le dichiarazioni salariali del 2025.
Il messaggio per i team di mobilità è chiaro: agire rapidamente e coinvolgere il reparto paghe fin da subito. Le aziende che non modificano i contratti o non presentano nuovamente i moduli di ritenuta rischiano di perdere migliaia di euro di risparmi fiscali per ogni assegnato e potrebbero incorrere in sanzioni per ritardi nelle dichiarazioni.
Sul lato positivo, le regole chiarite permettono alle risorse umane di ristrutturare i pacchetti retributivi per mantenere la competitività del Belgio rispetto a Paesi come Paesi Bassi e Germania, pur rispettando gli obiettivi di controllo dei costi. I consulenti fiscali sottolineano che abbassare il salario lordo per mantenere il costo totale neutro, aumentando però l’indennità esentasse, potrebbe influire su maturazione pensionistica e parametri per i bonus. Raccomandano quindi di simulare scenari netti-lordi e documentare le consultazioni con il comitato aziendale, quando richiesto. Ogni modifica contrattuale deve inoltre rispettare i limiti del diritto del lavoro belga sulle modifiche retroattive.
La circolare rappresenta un importante punto di certezza per le multinazionali che pianificano trasferimenti di personale a Bruxelles, Anversa o Gand nel 2026. In un contesto di forte competizione regionale per ricercatori e specialisti tecnologici, le regole chiarite per gli espatriati eliminano un ostacolo significativo alla pianificazione, proprio mentre l’introduzione del visto digitale UE e del Sistema Europeo di Informazione sui Lavoratori (EES) complicano gli aspetti legati alla mobilità internazionale.
Fonte: EY Belgium Tax Alert
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